Pagina:Bandello - Novelle. 3, 1853.djvu/405


un uomo nol potrebbe levare, egli ai convitati disse: – Io ho un mio uomo che si mette questo vaso su le spalle e lo porta di sopra. – Uno dei ganimedi, che si pensava esser molto gagliardo, nol potendo a pena movere: – Io non credo, – disse, – che un uomo possa portar tanto peso. – Che sì, che no, disputandosi tra loro, giocarono sei para di pernicioni. In questo bebbero, e venne uno che a questo effetto aveva il giovine fatto venire, e cominciò a mover il vaso e porselo in collo. Il giovine senza dir altro s’avviò su per le scale per montar in alto. Dopo lui andò il servidore che portava il torchio, e lui appresso quello ch’aveva il vaso in su le spalle. Seguivano i cavalieri bianchi ridendo. Le scale erano alte, e colui che portava il peso andava assai piano, fingendo esser molto gravato. Come egli fu quasi in cima de le scale, mostrò di intoppare in non so che e lasciò andare il vaso con tal modo che, percotendolo al muro, ciò che dentro il vaso era spruzzò di sorte che stranamente dipinse gli abiti dei dui giovini. Ma di tanto fu avveduto il portatore che ritenne sempre il vaso, chè se l’avesse lasciato andar in giù, faceva altro che imbrattar i panni. L’acqua che dentro v’era stata posta era stemperata con inchiostro e fango, di tal sorte che quelli, che erano prima bianchi come armellini, alora parevano pantere, così erano zaccherosi dagli schizzi de la percossa acqua e de le mesture che dentro v’erano. Mostrò il padrone de la casa di fieramente adirarsi con quello che il vaso portava e volerlo stranamente battere, ma egli adoperò le calcagna. E i dui giovini rimasero con il danno e le beffe, e fu necessario che d’altri vestimenti si provedessero, perchè quelli che indosso avevano erano tutti guasti.


Il Bandello al reverendo padre fra Girolamo Ticione de l’ordine predicatore


Il reverendo padre frate Eustachio Piatesio da Bologna, de le sacre lettere gran dottore e negli studi d’umanità molto eccellente, soleva, quando era il tempo de le ricreazioni, e talora dopo le lezioni che di teologia o filosofia aveva letto, ed anco cavalcando, aver sempre per le mani alcuna piacevol novelletta da intertenere allegramente la compagnia. Egli era bello