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meglio inescarla e condurla a far ciò che averebbe voluto, le diede ad intendere come era gentiluomo di Guant, figliuolo del più ricco gentiluomo che ci fosse, e che avendogli il padre voluto dar per moglie una ricca e nobile giovane, s’era partito per non prenderla. Le diceva poi che egli era unico del padre, a che tutta la roba toccava a lui, perchè suo avo l’aveva instituito erede e lasciato il padre, fin che vivesse, usufruttuario. Perciò la pregava che volesse accettarlo per servidore, promettendole che mai altra moglie non sposeria che lei. Con queste sue' 'pappolate e fizioni seppe sì ben fare che indusse l’incauta giovanetta a compiacergli, di modo che ogni volta che ci era commodità si godevano amorosamente insieme, prendendo l’uno e l’altra quel carnal diletto che tanto in amor si ricerca. Ad Arnolfo pareva d’aver il paradiso in questa vita, e quanto più la sua amante godeva tanto più di goderla bramava. Ma avvenne che una ciambrera di casa, giovane assai appariscente, s’avvide dei congiungimenti degli amanti e minacciò loro d’avvisarne il messere. La giovanetta, smarrita, tanto pregò la ciambrera che la pacificò, con questo però: che ella voleva esser partecipe degli abbracciamenti del fiandrese. A questo mal volentieri la giovanetta s’accordava, parendole troppo duro e strano che un’altra devesse goder il suo amante. Nondimeno a ciò che la ciambrera tacesse, fu contenta, ed ella medesima portò i polli al suo Arnolfo e gli persuase che si contentasse di far di sè copia a la ciambrera, a ciò che non rivelasse al padre ciò che facevano. Arnolfo, per cambiar vivanda e restar sicuro di non esser dicelato, vi s’accordò e cominciò con la ciambrera a giuocar a le braccia e mettersela sotto. E così, vicendevolmente or questa or quella godendo, si dava il meglior tempo del mondo. Ma mentre che indiscretamente trescavano insieme, la vecchia de la cucina, brutta, unta e sdentata, s’avvide degli amori loro. Onde a far che tacesse fu necessario, parte con lusinghe e carezze de le due donne e parte col corno d’Arnolfo, d’acquetarla. E così Arnolfo in poco di tempo si trovò due papere ed un’oca avere, a cui dava beccare. Ma se piacere con le due papere aveva, eragli un grandissimo cordoglio a mischiarsi con l’oca vecchia, e faceva il peccato e la penitenza insieme. Ora, quando Arnolfo era in un mare di gioia e li pareva toccar col dito il cielo, la figliuola del padrone ingravidò; del che accortasi la madre, lo disse al marito. Tutti dui colsero la figliuola a l’improviso, la quale, piangendo, non seppe negare il suo fallo e l’onestava con dire che Arnolfo era gentiluomo e ricco e che le aveva promesso di