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d’esser consacrato ad eterna memoria per ammonizione dei giovanetti che incautamente si lasciano irretire. Descrissilo subito, e voi mi occorreste a cui donare lo devessi in testimonio de la nostra cambievol benevoglienza. Voi in questa vostra fiorita gioventù tanto più sète periglioso in questi intrigamenti amorosi incappare, quanto che l’età e la inclinazione del temperamento vostro naturale pare che a l’amorose passioni tutto v’induca. Perciò vivete cautamente e guardate che la vostra libertà non vi sia rubata. Facil cosa è traboccar ne l’abbisso de la servitù; ma il ritornar indietro e ricuperare la cara perduta libertà è opera molto più difficile che altri non crede. Orsù, accettate questo mio picciolo dono ed ai vostri signori fratelli Gostanzo e Girolamo fatene parte. Che nostro signor Iddio lungamente tutti vi conservi.

Amore di messer Gian Battista Latuate e l’errore ov’era intricato, con l’arguta risposta de la sua innamorata.


Egli è una gran cosa, madama mia osservandissima, che ogni volta ch’io voglio parlar de la mia patria Milano, ci siano pur assai che così mal volentieri m’ascoltino, massimamente se io mi metto a voler lodar quella città. E nondimeno ce ne sono molti che non si ricordando avermi talora ripreso che io voglia lodar la mia patria, entrano, non se n’accorgendo, nel pecoreccio di voler metter sovra le stelle alcune patrie loro che Dio per me vi dica come mertano esser lodate. E se io domando loro per qual cagione non vogliono che io dica bene de la patria mia, altro insomma non mi sanno che rispondere se non che il parlar milanese è troppo più goffo che parlar che s’usi in Lombardia, e quasi che non si vergognano chiamarlo più brutto che il bergamasco. Ma io non trovo mai, – per l’ordinario, dico, – che i tedeschi parlino altro linguaggio che il loro, i francesi quello di Francia, e così ogni nazione il parlar suo nativo. Io non vo’ già dire che la lingua cortegiana non sia più limata de la milanese, chè mi crederei dir la bugia; ma bene mi fo a credere che nessuna lingua pura che s’usi del modo ov’è nata, che sia buona. Si pigli pure e la toscana e la napoletana e la romana o qual altra si voglia, che tutte, non ne eccettuando alcuna, hanno bisogno d’esser purgate e diligentemente mondate, altrimenti tutte tengono un poco del rozzo ed offendono gli orecchi degli