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di lavoratori e zappatori a la sua vigna. E perchè il marito non era da tanto che i fatti suoi e de la moglie vedesse nè sapesse dargli rimedio, ella, che si vedeva il campo libero a’ suoi piaceri, attendeva a darsi il più bel tempo del mondo, non osservando mai nè vigilie nè quattro tempora nè quadragesima nè festa; ma tutto il dì faceva inacquare il suo giardino. Era il tempo de la state e i caldi facevano grandissimi; il perchè la moglie del cortegiano se ne stava la sera fin passate le due ore in un cortile molto fresco per iscontro la porta de la casa. Il marito una sera trovandosi tutto solo senza servidori, essendo stato a diporto per la città, se ne venne verso casa. Era la notte già molto oscura, e la moglie ancora dimorava a basso a godersi il fresco del cortile. Entrò il marito in casa e pian piano andando e conoscendo la moglie esser quivi, sovrapreso da uno strano capriccio, senza far motto se le accostò, e, postole le mani a dosso, lei, che punto non fece resistenza, appoggiò al muro, ed alzandole i panni cacciò il diavolo in inferno, e senza lasciarsi conoscere, giocando a la mutola, due volte inacquò il suo terreno. Si partì poi per far ben l’avvisto ed accorto, e, data una volta per la strada, a casa se ne ritornò, trovando ancor la moglie ove senza staffe cavalcata l’aveva. La quale, per mio giudicio, deveva esser avvezza a quell’ore senza lanterna andar per lo piovoso e forse anco per l’asciutto. Come il marito giunse nel cortile, tutto allegro diede la buona notte a la moglie, e fattosi recar da bere andarono a riposare. Pareva al buon uomo d’aver fatta la più bella cosa del mondo, e tra se stesso se ne gloriava, non dormendo tutta la notte d’allegrezza, e parevagli un’ora mill’anni che venisse il giorno per narrar in corte questa sua gloriosa impresa. Onde, come fu la matina in corte, subito disse quanto la sera fatto aveva. E venuta la cosa a l’orecchie del prencipe, egli la volle da lui udire, parendogli pur troppo di strano che colui fosse così sciocco' 'che queste pazzie narrasse. Ma l’accorto cortegiano si tenne per ben avventuroso quando seppe che il suo signore voleva la cosa intendere; onde così lietamente la narrò, come averebbe fatto un eccellente capitano che l’oste del nemico avesse a battaglia campale gloriosamente vinto. Sentendo il signore la cosa, e conoscendo la poca levatura del suo cortegiano, disse: – Veramente, amico, tu hai fatto una bella impresa ed hai aperto gli occhi a molti, che le tue pedate seguiteranno. – Rise lo scemonnito e non intese: chè molti, sentendo la novella, si misero in prova di far ciò che egli fatto aveva; il che successe