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ed allegrezza infinita, gli aspettavano. Le accoglienze furono gioiose e piene d’amorevolezze, e da quelle si venne ai baci ed amorosi abbracciamenti ed ultimamente a dar compimento ai loro disii con grandissima contentezza di tutte le parti.' 'Quivi più e più volte giocando amorosamente a le braccia, con tutti quei dolci scherzi che sogliono costumarsi, e toccando di continovo a le dame a restar di sotto, si diedero buona pezza grandissimo piacere. Cercavano esse dame di ristorar il perduto tempo, a cui i giovani fieramente di quelle accesi non mancavano, essendo di duro e forte nerbo. Perseverarono in questi loro felici amori alcuni mesi, ed ogni volta che commodamente potevano si ritrovavano insieme. E così andò la bisogna che mai nessuno se n’avvide, nè sospetto alcuno in corte nacque. Ritornavano talora i mariti loro a casa e vi dimoravano otto o dieci giorni; poi se n’andavano in campo. In quel tempo si guardavano gli innamorati di far cenno o atto nessuno che potesse dar sospetto dei casi loro. Ora la Fortuna invidiosa del bene altrui, e che non suol permettere che alcuno lungo tempo in felicità viva, ma sempre s’ingegna ne l’altrui felicità mischiare disgrazie ed infortunii, e un dolce stato per lo più de le volte con suoi veleni amareggia ed avvelena, fece che del godimento dei quattro innamorati si cominciò non so come in corte a bucinarsi e nascerne alcune parole. Onde d’uno in un altro andando il romore, ed aprendo molti cortegiani gli occhi che prima non vi mettevano fantasia, diligentemente, parte per onor mossi de la casa reale e parte stimolati da maligna invidia, spiando le azioni e movimenti de le donne e dei cavalieri, s’accorsero troppo bene come il fatto stava. Il perchè segretissimamente diedero avviso ai mariti de le dame, minutamente di quanto spiato e veduto avevano rendendogli consapevoli. Di così tristo e vituperoso annunzio i dui fratelli fuor di modo restarono dolenti e pieni di mal talento e fellone animo contra le mogli e i dui cavalieri, veggendosi esser passati senza barca il mare ed acquistato il vituperoso stato di Cornovaglia. E comunicato il tutto col re Filippo loro padre, ed insieme conchiuso ciò che far si devesse, posero gli agguati agli adulteri, di maniera che il primo giorno di maggio mille trecento tredici, ne la badia di Malbusson presso Pontoisa, gli amanti, amorosamente insieme prendendo piacere, furono dal prevosto de la magione del re tutti quattro a man salva presi, e insieme con loro l’usciero col cui mezzo i dui amanti le due dame si godevano. Il romoreggiar di questo fatto per la corte e per tutto fu grande e la meraviglia grandissima. La reina di Navarra e la cognata furono prigioniere,