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facesse che bene. Crederò ben io che egli molto volentieri la vedesse e che mai non averebbe voluto che ella partita dal letto si fosse, come colui che ogni suo bene, ogni speranza, ogni pace ed ogni diletto in quella metteva. Ma poi veggendosi sì sovente innanzi agli occhi quella bellezza che tanto disiava godere, sentendo parlar colei per cui moriva, e ricevendo servigio e cibandosi di mano di quella che più che le pupille degli occhi suoi amava e a cui mai non era stato oso di porger una preghiera; che la sua doglia ogni altra doglia avanzasse e che di continovo ne languisse, mi pare che io possa ragionevolmente credere. E chi dubita che egli, sentendosi da quelle delicatissime mani di lei talvolta toccare, e quella appo lui sedere e tal fiata per pietà di lui sospirare, e con dolcissima favella dirli che egli si confortasse e che, se cosa alcuna voleva, a lei la dicesse, chè ella il tutto per amor di lui farebbe; chi dubita, dico io, che egli in queste cose da mille pensieri combattuto non fosse, ed ora sperasse ed ora si disperasse, sempre poi conchiudendo prima morire che le ardenti sue fiamme manifestare? E se a tutti i giovini, quantunque di mediocre bassa condizione siano, duole ne la loro giovinezza lasciar la vita, che debbiamo d’Antioco pensare, il quale, giovine e di tanto e di così ricco e potente re figliuolo, che aspettava, se campato fosse, esser dopo la morte del padre del tutto erede, eleggeva volontariamente morire per minor male? Io porto ferma openione che la sua doglia fosse infinita. Combattuto adunque Antioco da pietà, da amore, da speranza, da disio, da paterna riverenza e da mille altre cose, come nave in alto mare da contrarii venti conquassata, a poco a poco mancava. Erasistrato, che il corpo sano e libero ma la mente gravemente inferma e l’animo da le passioni in tutto vinto vedeva, poi che assai tra sè ebbe sovra questo strano caso pensato, conchiuse a la fine che il giovine per amore e per soverchio disio ardeva e che del male di quello altra cagione non ci era. Pensava egli che assai sovente dagli uomini prudenti e saggi l’ira, l’odio, lo sdegno, la malinconia e gli altri pensieri facilmente si ponno e simulare e dissimulare, ma che l’amore, se celato si tiene, sempre più ascoso nòce che fatto palese. E ben che da Antioco mai non potesse che egli amasse intendere, nondimeno, essendogli entrato in capo questo pensiero, deliberò per chiarirsi meglio di stargli di continovo appresso e con sommissima diligenza osservare tutte le azioni sue, e sovra il tutto avvertire a le mutazioni che il polso facesse e per qual accidente si cangiasse. Fatta questa deliberazione, s’assise propinquo al letto e