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nessuno o ben pochi seco praticavano. Ora, andando ogni dì per Milano, avvenne che una volta vide in porta una bellissima gentildonna, moglie d’un nostro gentiluomo molto ne la città stimato, sì per la nobiltà e ricchezze, come che anco era uomo che valeva assai. Parve a Simpliciano di mai non aver vista la più bella nè la più graziosa donna di lei, e così de l’amore di quella s’infiammò che, lasciato ogni altro pensiero da canto, tutto si diede in anima e in corpo a seguir costei. Cominciò adunque a passarle molte fiate il dì dinanzi a la casa, ed ogni volta che in porta si trovava, egli, o a piede o a cavallo che si fosse, quivi si fermava e con lei entrava in ragionamento. La gentildonna, che cortese ed umana era, gli rispondeva graziosamente; ma veggendolo poi parlare così sazievolmente e senza alcuna grazia, cominciò a dargli del grosso e non gli far quelle accoglienze che egli averia volute, di che lo sciagurato amante senza fine s’attristava. Nè perciò da l’impresa si levava, anzi più che prima la teneva sollecitata: e ben che da lei non potesse nè buoni visi nè risposte a modo suo cavare, essendo per aventura meglior profumiero che intenditore, quanto ella più ritrosa si mostrava, tanto più egli ferventemente e senza sbigottirsi la seguitava. E trovatala un giorno in porta tutta sola, le fece assai lungo ragionamento, caldamente supplicandola che volesse di lui aver compassione, che tanto e unicamente l’amava, chiedendole in tutta somma che una notte gli volesse dar segreta audienza. Era la donna di natura e complessione totalmente contraria a Simpliciano, e punto di bene non gli voleva; anzi veggendolo così sazievole e fastidioso, gli voleva male e non l’averebbe mai voluto vederselo innanzi. Onde con rigido e fiero viso e quello voltatasi, in questa guisa iratamente gli disse: – Sia questa, poco discreto e scostumato giovine che voi sète, l’ultima volta che voi più d’amore mi parliate: chè se per l’avvenire sarete tanto temerario e presuntuoso che vi basti l’animo di parlarmi mai più di cose d’amore, io ve ne farò quell’onore che meritate. Vi sia questo detto per sempre. – E lasciato lo sbigottito amante in strada solo, se ne entrò in casa. Era il marito de la donna uomo in simil materia terribile, il quale, se una volta sola si fosse avveduto de l’amor del nostro Simpliciano, e a lui e forse anco a la moglie averebbe fatto uno strano scherzo. La gentildonna, che in conto alcuno disposta non era d’amare Simpliciano nè far cosa che egli si volesse, averia volentieri voluto che da se stesso egli si fosse ritratto da la mal cominciata impresa; ma ella cantava a’