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invitata a banchetti, nè usciva fuor di casa già mai se non le feste a buonissima ora che andava a la chiesa, e udita la messa subito se ne tornava a casa, ove come una romitella viveva, privata de la compagnia di ciascuno, eccetto di quei di casa, ancor che il padre non volle che più innanzi ella gli andasse. La nutrice attendeva benissimo al fanciullo, e, conoscendo Pietro Simone esser dei primi ed onorati gentiluomini de la terra e nemico d’Antonio Velzo, forte si meravigliava di lui, nè al vero si sapeva apporre, perchè egli volesse che del fanciullino s’avesse così diligente cura. Tuttavia veggendo che ella vi guadagnava molto bene e che Pietro assai sovente veniva a veder il figliuolo e sempre le recava qualche cosetta, gli attendeva con grandissima sollecitudine. Il bambino veniva ogni dì più bello. La madre di Maria da l’altra parte ne voleva due e tre volte il mese intenderne nuova, e non gli lasciava mancar cosa che si fosse. Ed essendo un dì Antonio andato fuor de la terra, e potevano esser circa dieci mesi che Maria aveva partorito, volle la madre di lei che la nutrice lo portasse a casa; il che ella fece. La buona ava come lo vide così in braccio se lo recò, e, lagrimando dolcemente, lo basciava. Poi lo portò di sopra ne la camera ove la figliuola dimorava e le disse: – Maria, eccoti qui il tuo figliuolo; – e glielo diede in braccio. Maria, veggendo il suo figliuolo che rideva e faceva certi atti scherzevoli come fanno i fanciulletti di quella tenera età, tutta s’intenerì ed in lagrime si risolse. Poi dolcemente basciandolo, avendo le lagrime asciugate, disse: – Ahi sfortunato figliuolo, in che fiera constellazione sei tu venuto al mondo? e che peccato hai tu commesso, che se bene il padre tuo non si sa, l’avo tuo così crudele ti sia, che non gli sofferisca l’animo di volerti vedere e per nipote suo pigliarti? Se mia madre non fosse, figliuolino mio dolce, tu non saresti ora qui, perchè io porto ferma openione che mio padre ti averebbe mandato a l’ospedale tra i poltronieri e furfanti; e tu pur sei de la sua carne e del suo sangue uscito. Misera me! se mia madre mancherà, che fia di te? chi piglierà di te cura? Io, caduta in disgrazia di mio padre, se mia madre muore, non posso sperar altro che d’esser cacciata di casa e lasciata là su la strada a benefizio di natura. Oimè, sapessi io almeno chi è colui che in me t’ha ingenerato! E quando mai simil caso si sentì? chi più udì che una giovane divenisse gravida nè sapesse di chi? – Queste ed altre assai parole disse la dolente madre al suo figliuolino, quello più volte teneramente basciando e facendo chi era presente lagrimare; ma temendo che Antonio in casa non lo trovasse,