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moglie, e tutti dui si davano il più bel tempo e gioiosa vita del mondo. Mentre i dui amanti lietamente si godevano, la noiosa fortuna, che troppo in un tranquillo stato persona alcuna, e massimamente gli amanti, non lascia già mai, nuovo disturbo e impedimento a Gerardo ed Elena apparecchiò, a ciò che, se circa dui anni erano felicissimamente insieme vivuti, cominciassero un poco a gustar l’amarissimo fele de le disaventure, che ella nel più bello de la vita, quanto quella più dolce si vive, tanto più volentieri suole repentinamente mescolare. Era in Vinegia consuetudine ordinaria che, ogni anno, i signori veneziani, volendo mandar alquante galee a Barutti, quelle con publica grida facevano bandire, a ciò che coloro che avevano piacer di far cotal viaggio, con certo pagamento che facevano a la Republica, ne potessero prender una che più piacesse loro. Messer Paolo padre di Gerardo, desideroso, come generalmente i buoni padri sono, che il figliuolo suo cominciasse avvezzarsi ai traffichi de la mercanzia e si facesse pratico nei maneggi de la città, accordatosi del prezzo, a nome di Gerardo, senza avergliene fatto motto, ne prese una. Si ritrovava messer Paolo in casa buona quantità di robe per Barutti, e quelle voleva che il figliuolo colà conducesse ed altra mercadanzia recasse per Vinegia, pensando con questo non poco accrescer le sue facultà e poi dar moglie al figliuolo; e lasciata ogni cura a quello de le cose famigliari, egli solamente attender a’ maneggi de la Signoria. Ora, avendo del modo che s’è detto accordata la galea, venne messer Paolo a casa, e, desinato che si fu, essendo levate le tavole e rimasi soli il padre ed il figliuolo, dopo alcuni ragionamenti così disse messer Paolo: – Tu sai, figliuol mio, le robe che in casa abbiamo per mandar a Barutti e in qua riportar di quelle mercadanzie de le quali qui abbiamo bisogno e ritrovano buono spaccio. Per questo io ho questa matina accordata una galea a nome tuo, a fine che tu vada a vedere del mondo ed onoratamente cominci oramai ad essercitarti e farti uomo pratico, chè de le cose che più agevolmente fa l’uomo avveduto e gli sveglia l’intelletto, è veder varie città, diverse provincie e costumi di questa e quella nazione. Tu vedi tutto il dì in questa nostra città, che quelli che fuori hanno conversato, ora in Levante, ora in Ponente e in altre parti, quando ritornano poi a casa e che hanno fatto bene i fatti loro e portano nome d’uomini accorti, pratichi e di gran maneggio, tu vedi, dico, che questi tali sono eletti a’ diversi magistrati ed uffici de la republica. Il che non avviene di quelli che nulla curano se non starsene tutto il dì oziosi a praticar con donne di cattiva