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disotto ai balconi. Avvenne che, una festa, una de le quattro sorelle, molestata da Elena perchè non si voleva levar dal balcone, così le disse: – Elena, se tu gustassi parte di questo nostro piacere che noi prendiamo a trastullarci qui a queste finestre, a la croce di Dio, tu ci dimoraresti così volentieri come vi stiamo noi, e punto non ti curaresti de la «forfetta». Ma tu sei una semplice garzona e non t’intendi ancora di questa mercanzia. – Elena, non mettendo mente a parole che se le dicessero, attendeva pure a chiamarle al gioco e fanciullescamente molestarle. Venne una festa nel cui giorno, impedite per altre cagioni, le quattro sorelle non potero venire a diportarsi con Elena. Del che ella, rimasa trista e malinconica, s’affacciò ad una de le finestre che era dirimpetto a la casa de le compagne sovra il canaletto. Quivi se ne stava tutta sola e dolente di non trovarsi con le sue compagne, com’era a quei tempi consueta. Or ecco che, dimorando la semplice fanciulla di tal maniera, avvenne che Gerardo con la sua barchetta passando per andar a trovar la barbiera, vide la fanciulla a la finestra e la guardò così a caso. Ella ciò veggendo, a quello si volse, e con allegro viso, come a le sue compagne più volte aveva veduto fare a’ lor innamorati, cominciò a guardarlo. Del che Gerardo meravigliatosi, che forse mai più a quella non aveva posto mente o non veduta, amorosamente guardava lei; ed ella pensando che così fare fosse un gioco, quasi ridendo riguardava lui. Passò via di lungo Gerardo, al quale non molto andato innanzi, disse il fante de la barca: – Caro padrone, avete voi mirata quella bella giovanetta e postole fantasia come con lieti sembianti e cortesi accoglienze attentamente vi vagheggiava? Ella, a le vangele di san Zaccaria, è altro pasto e molto più dilicato, per quello che mostra, che non è la barbiera. Vi so io ben dire che ella vi darebbe una gioiosa notte e un mal dormire. – Finse Gerardo non le aver avuto considerazione e disse al fante: – Io vo’ veder chi è costei, e se è tale quale tu la mi dici. Volta la gondola indietro, e va pian piano, radendo quasi la casa. – Non s’era Elena levata dal balcone ove il giovine la vide, il quale, navigando soavemente con la sua barca scoperta, come ei vide la bella Elena, così con lieto viso cominciò a riguardarla e con la coda de l’occhio lascivettamente a mirarla. Ella che alora si trovava un bel garofano fiorito a l’orecchia, quello levatosi, come la gondola fu sotto il balcone, lievemente il bello ed odorifero fiore, più vicino al giovine che puotè, lasciò venir giù. Gerardo oltra