Pagina:Bandello - Novelle. 3, 1853.djvu/19


costui è in pena capitale, perciò che sentì che i sergenti gridavano: – Al bandito! al bandito! – e nondimeno egli assalì Ferraguto ministro de la giustizia; e di più confessa che credeva ferir la persona vostra, il che è crimen laesae maiestatis. Io credo, se voi non gli usate qualche misericordia, che egli ci lascierà il capo, prima per aver vietato che il bandito non si pigliasse, poi per aver ferito il vostro ministro; che son tutti casi capitali secondo la disposizione di questa magnifica città. E v’è' 'poi che egli ha confessato che con animo deliberato di ammazzarvi quella notte s’armò e stette ad aspettarvi, e con questa deliberazione assalì Ferraguto, pensando assalir voi. Ed in questi casi d’omicidio dicono i dottori che la volontà è riputata in luogo del fatto. – Avendo così parlato il notaio, messer lo giudice, che vedeva il misero Fridiano esser per tèma di perder la testa più morto che vivo, gli rispose dicendo che egli aveva parlato molto bene a che vederebbe gli statuti, ma che prima era necessario che Fridiano avesse da sette tratti di fune per purgar gli indizii che erano contra lui, d’aver vietato che il bandito non si pigliasse. Fridiano sentendo questo morì quasi di paura e non sapeva che dirsi. Fu adunque menato in prigione, e i parenti suoi che cercavano d’aiutarlo, intendendo come egli di bocca propria aveva confessato che con animo deliberato aveva molte notti con l’armi atteso il giudice per ammazzarlo, si trovarono molto di mala voglia, parendo loro che il fatto non andarebbe troppo bene e che il giudice in questo caso procederebbe rigidamente; nondimeno non mancavano dei debiti rimedii. Fridiano stava in trista prigione, con tèma de la vita sua e con dolor de la moglie, la quale egli credeva che fosse tutta da la fune rovinata. Ma ella viveva gioiosamente e non aveva avuti squassi di fune, se forse la notte non era su le piuma squassata, perchè dubitando il giudice che il troppo dormire non guastasse madonna Beatrice, la scoteva molte volte la notte e seco a le braccia, lottando, giocava. Messer Neri Malletti padre de la donna, avvertito de la presa per mano de la giustizia di sua figliuola col marito e de la confessione del genero, ottenute dal signor Pietro Gambacorta e da’ parenti di messer Buonaccorsio alcune lettere, quelle mandò al giudice per mano d’un notaio pisano, che era tutto del giudice e aveva fatto l’instrumento de la dote in Pisa di madonna Beatrice quando fu maritata. Costui se ne venne a Lucca ed alloggiò in casa del giudice, dal quale fu molto domesticamente raccolto. Messer Buonaccorsio, vedute le lettere del signor Pietro