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chi non sa adulare non può in corte stare». E nondimeno non è la maggior peste nè il più mortifero veleno in una corte de l’adulazione. Non mi piace nè anco che un cortegiano, per grande che sia, debba mai presumer di riprender il prence in publico ed a la presenza d’altri garrirlo. Bene affermo che ogni fedel servidore, se vede il suo signor esser in errore, deve con destrezza e riverenza, pigliato il tempo opportuno, ammonirlo e con dolce e bel modo farlo capace del vero. O quanto sarebbero più felici e fortunati i prencipi, se avessero chi loro liberamente mostrasse, di molte cose che fanno, il danno che ne segue, l’openione che ha il popolo di loro, ciò che si romoreggia di quelli ed il pessimo governo di molti ministri, che altro non curano che rubar il fisco e convertir il tutto in uso proprio. Se i prencipi queste cose intendessero, i lor dominii sarebbero eccellentemente governati. Non è già da dubitare che il signor e salvator nostro Giesu Cristo sapesse tutto ciò che di lui i popoli dicevano, perchè sapeva minutamente il tutto e niente gliene fu nè mai sarà occulto, e tuttavia egli non si sdegnò interrogar i suoi discepoli che cosa dicevano gli uomini di lui. E perchè credete voi che egli facesse sì fatta domanda? Non per altro, essendo ogni azion sua nostro documento, il fece egli, se non per dar ammaestramento a chi governa popoli e a tutti gli altri fedeli che debbiano esser solleciti d’intendere che openion s’ha di loro, a ciò che nel bene possano perseverare e dal male distorsi. E nel vero i prencipi poco bisogno d’altro hanno che d’aver persone integre, sincere e vertuose, che loro dicano la verità amorevolmente senza fuco ed ipocrisia. Di questi tali ne deverebbero appo loro sempre tenere e non voler far come molti fanno, che si credono del pruno far un melarancio, per non dire d’un asino un corsiero. Ma io son troppo vagato, perciò che da fanciullo fin ora avendo praticato in molte corti, assai ben so come far il più de le volte si suole. Ora vi dico che quei cortegiani che stavano appo il re Odoardo non erano de la buona scola, ma erano adulatori ed uomini di poco giudizio e pessima natura, perciò che senza pensar troppo a la fine de le cose tutti bandirono la croce contra il conte Ricciardo, moglie, figliuoli, figliuola, e chi più disse di male da più si tenne e pensò molto saggiamente aver parlato. Che forse quando il conte o i suoi figliuoli vi fossero stati presenti, molti di quelli averebbero tenuta la lingua ne la strozza e fra’ denti, e come proverbialmente si dice, messa la coda fra le gambe, e non sarebbero stati osi d’aprir bocca. Ora la conchiusione fu che la maggior parte di loro essortò il re a mandar per