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cascò in questo errore di non dar udienza quasi a persona. L’armeggiare, giostrare, bagordare ed andar a caccia, cose che gli erano sì grate, più non gli piacevano, e massimamente la caccia nel cui essercizio tanto soleva diportarsi; nè d’altri giuochi più prendeva diletto. Egli aveva sopra il Tamigi, fiume di Londra, un suo bellissimo giardino con un agiato e lieto palazzo che per andarvi a diporto aveva fabricato. E perchè andando da la corte al detto luogo, o vi s’andasse per terra o per acqua si navigasse, conveniva passar per scontro a la casa del conte Ricciardo, il re ogni dì, ora per il fiume ed ora per la contrada, dinanzi a quella casa, ove sapeva dimorare Aelips, faceva il suo camino, bramando di veder quella che sempre ne la mente assisa aveva. Avveniva perciò di rado che ella si vedesse, la quale se era a le finestre verso la strada o' 'suso una loggetta che dava la vista sovra il Tamigi, come s’accorgeva che il re venisse, subito a dentro si nascondeva; di che il re infinitamente s’attristava. E pur gli giovava aver le mura vedute ove la sua crudel e fiera donna stava. Ma perchè natura è dei fervidi amanti, quanto più loro è contesa la vista de la donna amata, quella tanto più desiderano e bramano vedere, il re che più desiava mirar Aelips che insignorirsi di Francia, quanto più si vedeva il vagheggiarla interdetto, tanto più s’affaticava ed ogni modo tentava che gli aggradisse per vederla. Per questo cominciò senza rispetto non solamente passarle dinanzi a la casa tre e quattro fiate il dì, e più e meno secondo che Amore il guidava, ma assai sovente fuor d’ogni proposito si metteva a passeggiar dinanzi a la casa, di modo che in breve a ciascuno fu chiaro l’amor del re, e quello, che a tutti celato era, a tutto il popolo scoperse. Indi divolgatosi poi tra’ piccioli e grandi questo innamoramento e da tutti intesa la durezza e crudeltà de la donna, che quasi più non si lasciava vedere nè a logge nè a finestre, generalmente ciascuno la donna biasimava, e chi d’una e chi d’un’altra cosa la incolpava, volendo tutti che ella al re in preda si fosse data. A tutti per lo più piace andar a le feste degli altri e star sui canti e balli, ma nessuno non vorrebbe cotesti bagordi in casa. Tutti vorrebbero che i lor signori stessero allegri e su l’amorosa vita, perciò che pare come il signore è innamorato, che tutti i sudditi suoi stiano in gioia e in festa, ma a nessuno aggradisce che in casa sua con le sue donne si treschi. Così averebbero voluto tutti gli inglesi che il re avesse ottenuto l’intento suo e si fosse dato buon tempo; ma a nessuno sarebbe