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ov’egli era salire, quello raccolse e baciò, in segno ch’ogni ingiuria gli era rimessa e perdonata. Volle che tutti gli ufficii che soleva avere gli fossero restituiti, e per farlo maggior di quel che era donògli la città di Passagarda ov’era il sepolcro di Cirro, e comandò che fosse in tutti gli stati e dominii suoi suo luogotenente generale, e che ciascuno gli ubidisse come a la persona sua propria. E così restò il re onorato suocero ad Ariabarzane ed amorevol genero, e sempre in tutte le azioni sue seco si consegliò, e cosa che fosse d’importanza senza il parer di quello mai non faceva. Ritornato adunque Ariabarzane più che prima in grazia del suo padrone, e con la propria vertù superati tutti li suoi nemici, e l’arme de l’invidia spezzate e rotte, se per innanzi era stato benigno e liberale, divenne dopo tante sue grandezze molto più reale, e se già una cortesia aveva fatta, ora due ne faceva, ma di modo la sua magnanimità dimostrava e ne l’opere sue magnifiche con tal misura e temperamento procedeva, che tutto il mondo chiaramente discerner poteva che non per contendere col suo signore, ma per onorarlo e per meglio dimostrar la grandezza de la corte del suo re, li beni a lui dal re e da la fortuna dati largamente spendeva e ad altrui donava. Il che fin a l’ultimo suo fine in buona grazia del suo prencipe gloriosamente il mantenne, perciò che il re più chiaro che il sole conobbe Ariabarzane esser da la natura formato per lucidissimo specchio di cortesia e liberalità, e che prima si potrebbe levar la caldezza al fuoco e il lume al sole, che levar l’operar magnifico ad Ariabarzane. Onde non cessava tutto il dì più onorarlo, essaltarlo e farlo più ricco, a ciò che meglio avesse il modo di donar largamente. E nel vero, ancor che queste due vertù, cortesia e liberalità, in tutte le persone stiano bene, e senza quelle un uomo non sia veramente uomo, nondimeno assai più convengono a’ ricchi, a’ prencipi ed a’ gran signori, e in quelli son come in finissimo e ben brunito oro gemme orientali e come in bellissima e gentilissima donna duo begli occhi e due eburne e belle mani, come sono, gentilissima signora, i begli occhi vostri e le mani senza parangone bellissime.


Il Bandello a l’umanissimo signore