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licenza a quei de la contrada che in casa erano, fu serrata la porta. Era la stalla vicina a la casa in un’altra stradella ove i cavalli furono menati. Il marito de la donna andò di sopra a le sue camere e fece accender il fuoco e attese a farsi spogliare e mettersi in letto. In questo mezzo, il fattore con un compagno s’era corcato ne la camera ove Cornelio appiattato nel camino era molto di mala voglia, nè sapeva che farsi. Colà dentro anco alcuni altri servidori avevano messo dui archibugi e tre giannettoni ed andati in altre camere, ove solevano dormire. La donna, lasciato il marito che s’era già messo a letto, discese a basso con la donzella per veder se v’era ordine di liberar Cornelio, e veggendo che quei dui erano in letto disse: – Voi non devevate mettervi qui per esser ogni cosa riversata. – E in questo sovravvenne il maestro di casa, che disse: – Signora, per questa notte eglino staranno come ponno. Dimane poi il tutto si acconcerà. Andate pur a riposare, chè deve oggimai esser mezza notte. – Veggendo la donna che altro soccorso a Cornelio dar non poteva disse: – Io era scesa anco per veder che qui dentro non si facesse fuoco, perciò che la cappa del camino di sopra respira e si potrà di leggero accendere il fuoco in casa. – E detto questo se n’andò di sopra, pensando di continovo a l’amante, e trovò che già il marito era per dormire. Ella a lato a lui corcatasi gli disse – Signor mio, voi sète pur tardi giunto a casa per questi così freddi tempi. – Io, – rispose il marito, – questa matina partii da Novara con animo di venir questa sera a casa. Ma a Buffaloro dai nostri parenti Cribelli fui gran pezza intertenuto, di modo che mi cangiai d’openione e deliberai venir a cena e a dormir al nostro luogo sovra il Navilio, e tardi ci arrivai. Il castaldo ne preparò una buona cena e fece la scusa che male averemmo da dormire, conciò sia che i letti, dapoi che dentro per la guerra si portarono, non si sono poi mandati fuori, ed io credeva che ci fossero stati condotti. Udito questo, deliberai come si fosse cenato venirmene qua. Il camino è buono e la via sicura, e così ho fatto. – Ora Cornelio, che aveva sentito la venuta del marito di Camilla ed alcuni entrar nel letto in quella camera e udita la donna che era discesa, e a ciò che non si facesse fuoco, non ebbe mai la maggior paura al mondo, dubitando vinto dal sonno di cascar in basso ed esser da quei di casa morto. Da l’altra parte egli sentiva un freddo e gelato aere che giù per il camino discendeva, il quale fin a l’ossa gli penetrava. Fu egli più volte in pensiero di lasciarsi più soavemente che fosse possibile calar giù, sentendo quelli dormire che in camera erano,