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il caso, fece prender la donna e mandolle dicendo che si confessasse, se voleva, perciò che quel giorno deveva esser l’èsca dei lioni come puttana sfacciata che era. Veggendosi ella sì vituperosamente esser presa e sentendo l’imputazione che data le era, e che il marito non voleva udirla, e che rimedio non aveva che non morisse, si dispose a la meglio che puotè al morire e, diligentemente confessata, a Dio si raccomandò, non le dolendo altro se non che con tal infamia restasse il suo nome appo i viventi. Fu adunque per commessione del signore il dì medesimo posta nel cortile dei lioni, essendo tutto il popolo concorso a sì miserando spettacolo. Mirabili sono i giudicii di Dio e difficili ad esser intesi. Tuttavia l’innocenzia sempre è da Dio aiutata. S’era la donna inginocchiata e a Dio raccomandava l’innocenzia e l’anima sua. Aperta che fu la caverna, uscirono i lioni, e a la donna pacificamente accostatisi la cominciarono a festeggiare e farle vezzi, come se ella nodriti da piccioli gli avesse. Veggendo il popolo questa cosa e perseverando i lioni a far carezze a la donna, tutti gridarono: – Miracolo, miracolo! – Il signore, intendendo il fatto, si fece condurre avanti il giovine imprigionato. Il che veggendo, lo scelerato maggiordomo montò a cavallo per fuggirsene. Ma Dio, che voleva che fosse punito, fece che il cavallo mai non volle andar innanzi. Ed essendo essaminato il semplice giovine disse il tutto come era. Il perchè fatta uscir l’innocente madama del cortile, fu in suo luogo alora alora messovi il traditore, il quale essaminato confessò che a torto aveva la dama accusata, e che credeva che il signor devesse subito ammazzare il giovine sciocco come il vide uscir di camera. Posto adunque il ribaldo nel cortile, incontinente fu dai lioni in mille pezzi lacerato. Conosciuta poi la semplicità de lo sciocco giovine, altro male non gli fu fatto se non che da la corte e presenza del signore fu bandito. Restò la dama come prima era in grandissimo credito del marito e di ciascuno altro, avendo mille volte esso suo marito chiesto perdono che così a furia fosse corso e non avesse più maturamente investigata la cosa, dando così di leggero l’orecchie al malvagio, maligno e traditore suo maestro di casa. Deverebbe nel vero ciascuno non esser molto facile a creder ciò che se gli dice, e massimamente quando gli è rapportato male d’alcuno, perciò che spesse fiate s’è veduto, così altrove come ne le corti, che molti, per farsi familiari ai lor signori ed acquistarsi grazia, fingono de le favole e dicono mal di questo e di quello; e per mostrar che si muovono con zelo de l’onore del padrone, diranno talora bene