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sembiante d’avere, perciò che le pareva che molto più del solito stesse di mala voglia, ed altro mai non facesse che sospirando pensare, e fuggir la compagnia di ciascuno che tanto soleva piacergli. Udita il cavalier la proposta de la donna, stette alquanto sopra sè, poi le disse: – Moglie mia carissima, poi che intender vi aggrada la cagione dei miei pensieri e donde nasca che io vi paia divenuto malinconico, io di grado la vi dirò. Tutti i miei pensieri, ove sì fieramente mi vedete immerso, tendeno a questo fine, che vorrei trovar modo e via a ciò che voi ed io onoratamente potessimo vivere, secondo che il grado nostro richiede, perciò che, attesa la qualità del nostro parentado, noi viviamo molto poveramente. E la cagione di questo è che il vostro e mio padri hanno logorati molti beni, che gli avoli nostri loro per eredità lasciarono. Ora io su questo fatto tutto il dì discorrendo e diverse imaginazioni facendo, non v’ho mai altro compenso saputo ritrovare, se non uno che assai più di tutti gli altri mi va per la fantasia, che è che io me ne vada a la corte del nostro supremo signore re Mattia, dal quale già io sono su le guerre conosciuto. Io non posso se non credere che da lui averò buona provigione e acquisterò la grazia sua, perciò che essendo egli liberalissimo prencipe ed amando gli uomini che il vagliono, io mi governerò di maniera che, col favore e cortesia di quello, potremo più agiatamente vivere di quello che facciamo. E tanto più in questa openione mi vado fermando, quanto che già altre volte essendo io ai servigi del vaivoda de la Traselvania contra i turchi, fui dal conte di Cilia richiesto di mettermi in casa del re. Ma come io da l’altra parte penso di devervi lasciar qui senza la mia compagnia, non è possibile ch’io possa acquetar l’animo d’allontanarmi da voi, sì perchè viver senza voi, che unicamente amo, non mi dà il core, ed altresì senza fine temo, veggendovi tanto giovane e bella, che io non ne ricevessi alcun disonore. Chè subito ch’io fossi partito, dubito che i baroni e gentiluomini de la contrada non si mettano con ogni loro sforzo per acquistare il vostro amore. Il che ogni volta che avvenisse, io come disonorato non potrei mai più sofferire d’esser veduto fra uomini di valore. E questo è tutto il nodo che mi tien legato qui, di modo che non so nè posso a’ casi nostri provedere. Avete adunque, moglie mia carissima, da me udita la cagione dei miei pensieri. – E così detto, egli si tacque. La donna, che era valorosa e di gran core e che il marito senza fine amava, come sentì quello aver finito il suo ragionamento, fatto allegro e buon viso, in tal maniera gli rispose: – Ulrico, – chè tale era il nome del cavaliere, – io