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buon mercato. Voleva che Faustina sua moglie vendesse certe vigne ed altri beni che aveva, ma non lo volle far già mai. Era alora nel Tevere a Ripa un legnetto assai grande di catalani, che d’ora in ora aspettava tempo per partirsi. Il che da Marco Antonio saputo si prepose non dar più indugio a la cosa. E del tutto diede avviso a Cornelia a ciò che fosse presta per essequir quanto s’era ordinato. Il messo, che tra i dui amanti ordiva la tela, non permettendo il nostro signor Iddio che così scelerati pensieri avessero del tutto luogo, mosso da interna pietà, diede del tutto celatamente avviso a Faustina. Quando Faustina intese come il marito la voleva ammazzare e fuggirsene con Cornelia, ella restò piena di gran paura e di ammirazione. E stette per buono spazio di tempo che pareva più statua di freddo marmo che donna viva. Ma poi che, alquanto ricuperate le forze, ebbe da sè il timore discacciato, e conobbe il marito, non per mancamento che ella mai facesse, ma solo per l’ardente e libidinoso amore che a Cornelia portava, volerla uccidere, quanto più seppe ringraziò il messo e gli riempì le mani di danari, assicurandolo che mai non lo paleserebbe, pregandolo infine molto affettuosamente che non mancasse farle sapere il tempo del partire. Egli le promise d’avvisarla minutamente del tutto. Partito il messo, cominciò Faustina ad essaminar la vita del marito, e veggendo che oggi un campo, dimane una vigna vendeva, e che aveva voluto che ella vendesse i beni suoi immobili, tenne per vero quanto le era stato detto. E volendo a la mina del marito fabricare una contramina, ebbe segreta pratica con uno eccellente legnaiuolo e fece fare una statua de la grandezza che ella era, ma di modo fabbricata che se le accomodava benissimo la pelle d’una bestia a torno, a la quale ella, avendo inteso il determinato punto che il marito voleva ucciderla, acconciò certe vesciche piene d’acque rosse assai spesse a ciò facessero fede di sangue. Ella soleva la state ne l’ora del merigge corcarsi nel letto e dormire una e due ore. Onde il marito in quel tempo voleva ammazzarla. Ella venuta l’ora andò in camera, e la imagine fatta acconciò nel letto, che pareva proprio che Faustina fosse quella che dormisse. Avevale anche concio certe funi, per far a suo piacere, stando sotto il letto, scuoter l’imagine. Avendo poi di già messo tutto ciò ad ordine che seco voleva portare, che era roba, come dicono i soldati, da manica, dicendo a le fantesche che voleva dormire, si mise sotto il letto, serrate le finestre de la camera. Venne il marito a casa, ed intendendo che la moglie dormiva, mandò via due donne che in casa erano in certi servigi, che bisognava che