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non so chi tu ti sia, ma se tu non vuoi morire, piglia le tue vesti e subito salta giù da questa finestra. – Parve questo un pan unto al giovine, e preso il saio e la cappa saltò giù in un cortile d’un vicino, ed ebbe così la fortuna favorevole che da nessuno fu veduto. Serrò poi la finestra messer lo dottore e chiamò su i dui spioni, avendo fatto rientrar la donna nel letto. Come quelli furono in camera disse loro: – Ove è colui che voi detto mi avete giacersi con mia moglie? Poltronieri e gaglioffi che voi sète a voler infamar una donna da bene. Voi eravate certamente imbriachi, villani che sète. Andate, chè per questa volta io ve la perdono, ma per l’avvenire aprite ben gli occhi. – Coloro andarono giù che parevano spiritati, e non sapevano che dire. Il marito, fatta un’agra riprensione a la moglie che più non incappasse in questo errore, ritornò in senato. Ma la donna non si potendo smenticar il suo amante, trovò altro modo d’esser più segretamente seco. Ora non vi pare egli, signori miei, che questo consigliero meglio si consigliasse che non si consegliò messer Bernardino Busto od il melenso mantovano? Certamente, se egli sapeva ben consigliar altri, in questo pericolosissimo caso egli consigliò benissimo se stesso, salvando l’onor proprio e quello de la moglie.


IL BANDELLO AL VERTUOSO MESSER PIETRO BARIGNANO


Gli ultimi sonetti ed il bellissimo madrigale che voi ne la villa di Montechiaro in Bresciana mi deste, come io fui in Brescia mostrai al nostro gentilissimo messer Emilio Emilii. Io non voglio ora stare a dirvi ciò che egli ed io del vostro soave stile e de la vostra ingegnosa e bella invenzione dicessimo. Solo vi dirò che tra Montechiaro e Brescia io gli lessi e rilessi più volte per camino, e quanto più quelli io leggeva tanto più cresceva il disio di rileggerli, il che anco a messer Emilio avvenne. Ora per mandarvi una de le mie novelle, ve ne mando una che non è molto che in Mantova, a la presenza di madama illustrissima la signora Isabella da Este marchesana, narrò il molto piacevole messer Domenico Campana Strascino, ritornando da Milano a Roma ed avendo quel dì a Diporto desinato