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sua camera si ritirò. Non dopo molto scese anco giú Angra- valle col fante, i quali veggendo ella ancora di segreto ragio- nare, disse fra sé:—Usate pure quante arti e quanta industria sapete, e mettetevi come spioni a le poste, ch’io voglio far l’amante mio venir a giacersi meco; e voi il vederete, e non- dimeno io mi porterò di tal maniera che poi non lo crederete, anzi terrete per fermo esservi ingannati. Per l’anima di mia madre che io farò tutto questo, e so che caverò la gelosia del capo a questo montone di mio marito, e a quel poltrone del fante farò si fatto scherzo e si rilevato scorno, che egli fin che vi vera si ricorderá mai sempre di santo Ermo e de la sua so- lennitá.— Né guari dopo venne il di che Angravalle deveva andar in villa, o egli, per dir meglio, voleva far sembiante d’an- darvi. Finse adunque di partirsi, e detto a la donna che quat- tro o cinque giorni starebbe fuori per certe bisogne che occor- revano, a casa d’un suo conoscente se n’andò; e quivi lasciata la mula, a le due ore a casa sua se ne venne e verso la stalla si condusse, ove il fante, secondo l’ordine dato, l’attendeva, il quale di dentro la stalla lo introdusse, e da la stalla passato nel giardino, e da quel a un altro luogo, quivi tutti dui s’ap- piattarono, perché da quel luogo si poteva benissimo veder se persona a la camera de la moglie si avvicinava per entrarvi dentro. Non era ancora Angravalle geloso col suo famiglio stato un’ora a la vedetta, quando Niceno per comandamento de la bella e scaltrita Bindoccia sovravvenne mezzo travestito di tal maniera, che di leggero poteva da ciascuno che di lui pratica avesse esser ben conosciuto. Angravalle di certo il conobbe, e non dubitò punto che quello Niceno fosse. L’amante se n’andò tutto dritto ove Bindoccia lo attendeva, che gioiosamente lo rac- colse. Angravalle veduto questo impose al famiglio che di quel luogo non partisse fin che egli non ritornasse, ma ben met- tesse mente se Niceno si partiva. Poi, pieno di fellon e mal animo verso de’dui amanti, con deliberazione di far loro un brutto scherzo, prese le sue armi, a la casa del suocero ne volò con frettoloso passo. Come quivi fu giunto, egli cominciò quanto piú forte poteva a batter la porta, e tanto quella percosse che