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4i 6 PARTE PRIMA dissimo ingegno e d’animoso core. Favoriva l’arcifanfalo quanto a lui era possibile l’avversario di madonna Lodovica, ed in ogni cosa che poteva offender questa gentildonna, il faceva molto volentieri. Il che essendole manifesto, tentò piú volte voler intendere la cagione perché il pecorone le fosse cosi acerbamente contrario; ma altro non intese se non che egli era amicissimo di colui che seco piativa. Onde si deliberò nel publico consiglio farli conoscere che la sua vita era a tutti nota. Il perché ritrovandosi un di dinanzi ai signori di con- seglio, l’arcifanfalo non si puoté contenere che fuor di proposito non dicesse non so che contra madonna Lodovica. Ella, che è bella parlatrice ed audace, modestamente sorridendo ai signori consiglieri si rivoltò e con piena voce disse: — Non vi mera- vigliate, signori, se monsignor l’archidiacono si fieramente mi perseguita e in ogni azione a me pertinente m’è contrario, e se me che donna sono cerca egli di cacciar de la possessione dei beni paterni; perciò che egli fa secondo il ,suo consueto, il quale sono molti anni che, come tutti sapete, ha levato il loro ufficio a le donne, e per quanto è in lui vorrebbe che tutte le donne fossero morte. — Con queste parole parve a la gentil- donna assai onestamente aver la viziosa vita del suo nemico scoperta e quello acerbamente morso, se egli avesse vergogna. Ma il valentuomo era cornacchione di campanile, che per sonar che facciano le campane non si muove. Avendo il signor Alessandro al parlar suo posto fine, messer Alessandro Baesio compagno d’onore di madama marchesana, uomo molto attem- pato ma molto piacevole, cosi disse : — E’ mi rincresce pur assai che messer Mario Equicola, precettore di madama nostra, non sia qui, perché ragionandosi di questo pazzerone averebbe mille belle cosette da dire. Egli subito dopo desinare è andato a Mantova e non ritornerá fin a l’ora di cena, e quando saperá di questa compagnia e del ragionamento che si fa si vorrá disperare che non sia stato anch’egli a dir la sua. Egli, come tutti sapete, è uno di quegli uomini dei quali tutte le corti vorrebbero esser piene, perciò che oltra che è un archivio di lettere e da fanciullo in molte corti nodrito, è poi