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romor sentito. Onde il primo che si levò fu il canevaro, che si fece dar le chiavi e con licenza del padrone andò ad aprire. In questo mezzo il padrone de la casa si vestiva. Il barigello entrato in casa e del capo dato ne la camera ove Cornelio era, che il tutto aveva sentito e dubitava non esser da’ sergenti de la corte ricercato sotto .specie di cercar altro, il barigello, dico, veduti quei dui a dormire, che vinti dal sonno ancor non erano desti, trovate in camera arme d’aste e da fuoco, prima tutti dui fece legare che eglino s’accorgessero esser presi. Non era guari che il fattore era uscito di prigione, ove era molti giorni stato per cagion di certe ferite che aveva date a un lavoratore. Essendo dal barigello conosciuto e dicendo che cosa era questa, gli disse il barigello: — Tu il saperai tosto e pagherai questa e l’altra. — Venne giú il cancegliero in quello che i ser- genti montavano le scale e da loro fu gremito. Il padron de la casa, intendendo questo e forte meravigliandosi di tal acci- dente, essendo mezzo vestito, venne incontra al barigello, il quale come lo vide gli disse : — Monsignor, voi séte prigione del re cristianissimo. — Il dire ed il gremirlo fu tutto uno. Presero anco tre o quattro degli altri che gli vennero a le mani, facendo il maggior strepito del mondo, di modo che pareva che in quella casa fosse il giorno del giudizio. Cornelio che sentiva il tutto diceva tra sé : — Aiutimi Iddio, mò che diavolamenti son questi ? — Il padrone voleva pur scusar i suoi e se stesso e dir che era poco innanzi mezza notte venuto di villa con tutti quei suoi, ma nulla gli giovava, perciò che tutti, che furono nove, in quell’ora furono condutti in corte a le pri- gioni del capitano di giustizia. Madonna Camilla, veggendo quest’altra disgrazia, piangeva dirottamente. Tuttavia, sapendo il marito con i suoi di casa esser di quello omicidio innocente, ringraziava Iddio che questo avvenuto fosse per poter libe- rare il suo fedel amante. Onde fatto serrar la porta e man- dato il canevaro con i paggi e le donne a dormire, entrò con la sua cameriera ne la camera ove Cornelio aspettava il Messia. E venuta sotto il camino, asciugate le lagrime e tutta ridente a Cornelio disse:—Anima mia dolce, che fate voi? come state?