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volte fece. Aveva esso maggiordomo un amico in casa, uomo da bene, al quale fece veder tutte le due volte l’uscita del giovine da la camera di madama. Ella appartatamente dormiva dal ma- rito, il quale andava poi a giacersi seco quando voleva. Parlò adunque il maggiordomo al signore e col testimonio de l’uomo da bene, che semplicemente il faceva, accusò la moglie d’adul- terio e gli disse che, se motto alcuno non faceva, che di leggero potrebbe avvenire che egli vederebbe il giovine uscir di camera. Il signore, avuto il testimonio di colui che aveva per uomo da bene e credendo di veder egli stesso tanto suo vituperio, co- minciò a pensare che le carezze che la donna al giovine faceva fossero tutte con malizia e che ella ardentissimamente l’amasse. Onde l’amor che a la moglie portava si converti in

fierissimo odio, e non aspettava altro per vendicarsi se non trovar la gallina su l’uovo. Il traditore, che gongolava di questa trama, fece entrar in camera il giovine e, quando era tempo che deveva uscire, andò e chiamò il signore. Come il marito vide questo, pieno di fellon animo e di mal talento contra la donna, fece tantosto prender l’innocente giovine e cacciarlo in un fondo di torre, molto piú adirato contra la moglie che contra il gio- vine, parendogli che, se ella non l’avesse invitato ed indutto a far questo, che egli da sé non averebbe mai fatto simil cosa. Da l’altra banda poi, vinto da la còlerá e da lo sdegno che aveva del fallo de la moglie, senza voler altrimenti essaminare il caso fece prender la donna e mandolle dicendo che si confessasse, se voleva, perciò che quel giorno deveva esser l’ésca dei lioni come puttana sfacciata che era. Veggendosi ella si vituperosa- mente esser presa e sentendo l’imputazione che data le era e che il marito non voleva udirla e che rimedio non aveva che non morisse, si dispose a la meglio che puoté al morire e, dili- gentemente confessata, a Dio si raccomandò, non le dolendo altro se non che con tal infamia restasse il suo nome appo i viventi. Fu adunque per commessione del signore il di mede- simo posta nel cortile dei lioni, essendo tutto il popolo concorso a si miserando spettacolo. Mirabili sono i giudici di Dio e dif- ficili ad esser intesi. Tuttavia l’innocenzia sempre è da Dio