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94 PARTE QUARTA si recherà tutta in vasi de ariento, che sono di quelli del si¬ gnore marchese. Io verrò di brigata per fare riportare in¬ dietro tutto il vasellamento, per apparecchiare il disnare al prencipe mio signore, perché egli suole ordinariamente di- sinare tardi, e vorrà, dopo uditi li divini uffici, per fare eser¬ cizio, caminare buona pezza per la città a piede. Porterò anco venti ducati di oro in oro, per l’ordinario che suole per elemosina dare il mio signore in questi anniversari, e diece altri ducati di più per le messe basse che ti sei offerto di fare celebrare a li tuoi religiosi, e il tutto ti consignerò. — Rimase il guardiano molto lieto, e ogni cosa a lui detta narrò a li suoi frati, li quali tutti insieme aspettavano con indicibile desiderio la grossa elemosina e la grassa pietanza che speravano il se¬ guente giorno. Onde il buono guardiano, venuto il giorno, non fece provedere cosa alcuna per lo desinare de li frati, atten¬ dendo pure la venuta del prencipe agli offici, e fece apprestare ciò che era bisogno, e volle egli, per più solennità, essere colui che cantasse la messa. Il simulato prence, sapendo come lo ufficio anderebbe alquanto lungo, insieme con quelli che seco deveano andare per accompagnarlo a la chiesa, con marza¬ pani, pignocata, pistacchea e altri confetti si confortarono, e bevettero di preziosa malvagia, chi moscatella e chi garba, che dicono purgare le flemme e còlere de lo stomaco, secondo che loro più aggradiva. Parendogli adunque assai commodamente potere aspettare il tardo disinare, si inviarono verso la chiesa del santo serafico e trovarono il tutto a l’ordine. Fece il fìnto prencipe col guardiano la scusa se cosi tardi era venuto, perché gli era stato bisogno ¡spedire uno servitore in diligenzia al suo re a Napoli per cose di grandissima importanza. Indi si comin¬ ciò a cantare molto solennemente l’ufficio, che durò pure assai. Come fu finito, il simulato prence con belle parole ringraziò il guardiano e disse al suo maggiordomo che provedesse subito al pranso de li frati e a la elemosina, che ordinata già gli aveva di devere dare loro. Egli rispose che il tutto era presto. E cosi il prencipe se ne andò verso il palagio marchionale con la sua compagnia, tanto di buona voglia quanto dir si possa, parendogli