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66 PARTE TERZA del fango e divenuto repentinamente ricchissimo e al mondo riguardevole, se raggio nessuno del lume de la ragione in lui risplenderà, egli per questo non si leverà in superbia né sprezzerà questi e quelli, i quali a petto a lui sono di vie più valore e merito, ma tacitamente in sé raccolto dirà: — Ieri io era misero e sciagurato, ed oggi, non so come, senza che io lo vaglia, mi trovo felice e beato. Quanti ce ne sono che, se ai meriti, al valore ed a la vertù s’avesse, come sarebbe il debito, il convenevol riguardo, deveriano esser riveriti, ricchi ed onorati, ed io deposto al basso? E perciò conoscendo il cieco giudicio de la Fortuna, che cosi sovente cangia pro¬ posito, quanto più ella in volto lieta e favorevole mi ride, quanto più m'essalta e quanto più fortunato mi rende, tanto più io mi delibero divenir affabile, grazioso, liberale, compas¬ sionevole e cortese a tutti, e a ciascuno, quanto per me si potrà, largamente giovare e a nessuno non far ingiuria già mai, a ciò ch’io faccia ufficio d’uomo da bene e mi dimostri degno di tanti beni quanti m’ha donati. Chi sa poi se essa Fortuna, vol¬ gendo, come è sua natura e costume, la rota e precipitandomi al basso de la mia prima miseria, mi volga le spalle e più non voglia favorirmi? Io averò pure in questo mezzo operato bene e mi sarò reso degno che altri abbia di me compassione. — Ed in vero se gli uomini dal nocivo fumo de la mala ambizione e da l’oscure e folte nuvole de la temeraria superbia e del va¬ nissimo e persuasivo gonfiamento del presumere di se stesso più di quello che si sa e che si vale, e da mille altre tacche- ielle non si lasciassero accecare, e non dessero talora, per lo più del devere stimarsi, il cervello a rimpedulare, averessimo senza dubio questa nostra vita più tranquilla di quello che ab¬ biamo. Ora di queste fortunevoli mutazioni, che cosi spesso si vedono avvenire in ogni sorte d’uomini, ragionandosi questi di in una onorata e sollazzevol compagnia, messer Domenico Ca- vazza narrò un fiero e crudel accidente avvenuto a messer Marco Antonio suo fratello, che in meno di quindici giorni si trovò esser misero e felice. Piacendomi cotal istorietta per la varietà di molti fortunosi casi che v’intravennero, subito quella