Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1912, V.djvu/55


52 PARTE TERZA A la fine il buon prete, che si sentiva rotta tutta la persona, tratto un grandissimo sospiro, disse tremando: — Oimè, i miei figliuoli, ché io ho visto il demonio in forma di madonna vo¬ stra madre! —Monna bertuccia, che era uscita fuori del letto, s’era messa a visitar le scatole dei confetti, e saltellando scese giù da la scala in quello che il domine aveva cominciato a par¬ lare. Ella aveva in capo la cuffia e bende de la vecchia ed in¬ volte al corpo alquante pezze di tela. Come fu in fondo de la scala, ella saltò nel mezzo di quelli che quivi erano e fu quasi per farli fuggir di paura, perciò che in effetto in viso rassem- brava a la morta vecchia. Ma riconosciuta da uno dei fratelli, fu cagione che la paura degli astanti si convertisse in riso, e tanto più gli faceva ridere, che ella in quell’abito cominciò a trescare e saltellare or qua or là, facendo i più strani atti del mondo. Né contenta d’aver trastullato quelli che prima aveva spaventato, ella, saltellando né si volendo a nessuno lasciar prendere, facendo mille moresche se n’usci di casa e con quel¬ l’abito a torno se ne corse in castello, facendo molto ridere tutti quelli che la videro. E secondo che in casa dei dui fra¬ telli si deveva star di mala voglia, come loro si rappresentava la bertuccia con quegli atti ridicoli, erano tutti sforzati a ridere, gabbandosi l’uno e l’altro de la paura che avuta avevano.