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NOVELLA LXIV 41 séte amato, e vivete insieme una vita lieta, pacifica e tranquil¬ lissima, di maniera che di voi si può con verità dire che una sol’anima informi i vostri dui corpi. La novella fu nar¬ rata qui tra noi dal dottissimo messer Matteo Beroaldo, pre¬ cettore del nostro gentilissimo signor Ettor Fregoso. Accettate dunque essa novella, al nome vostro dedicata, in minima ricom¬ pensa de le tante cortesie, che io da casa vostra in Linguadoca tante volte ho con tanta vostra umanità ricevuto. Feliciti nostro signor Iddio tutti i vostri pensieri. State sano. NOVELLA LXIV 11 marito d'una buona donna senza cagione divien geloso di lei e a caso da quella è ammazzato, a la quale è mozzo il capo. S’è molte fiate, signori miei, qui tra noi ragionato degli scandali che assai sovente accadono per la indebita gelosia che a l'uomo od a la donna s’appiglia. E dovendovi ora narrare un pietoso caso, che non è molto a Roano avvenne, non mi par esser fuor di proposito che io del pestifero morbo de la gelosia alquanto vi ragioni. Ponno forse esser più cagioni che inducono la persona ad ingelosire, ma per mio giudicio, qual egli si sia, credo che per l’ordinario siano due sorti d’uomini che diventino gelosi. Quelli che al nascer loro non ebbero il cielo molto favorevole e nacquero con debolissimo e sempre agghiacciato temperamento del corpo, non sarà gran meraviglia che siano gelosi. Altri che averanno Venere per ascendente e nascono con tutte le membra loro forti e gagliarde, ed essendo di natura libidinosi e ne la giovinezza essendo stati violatori degli altrui letti, e non contentandosi mai d’una e di due donne, ma vogliono aver con tutte commerzio; questi tali, come si ma¬ ritano, sono ordinariamente gelosi. I primi per la debolezza loro s'ingannano, perché credono che, non essendo forti a l’ufficio matrimoniale, la moglie debbia ricercar chi supplisca ai diffetti ed al poco valore che essi hanno; e però questa gelosia si vede abbracciata nei petti loro con inestirpabili radici. Né in minor