Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1912, V.djvu/42


IL BANDELLO

al magnifico

messer francesco poggio

luchese


Fu dal nostro signor Iddio, dopo la creazione del mondo e di tutto ciò che in esso si contiene, creato l’uomo di terra, e de la sua costa fece Iddio la donna per compagna de l’uomo, e nel paradiso terrestre per modo matrimoniale fu tra lor dui celebrato il santo matrimonio. Il che ci dimostra, se noi non siamo piú che cechi, esser questo sagramento di molta eccellenza e grandissimo mistero. Ma perché io mi son messo a scrivervi, non per volervi esporre la sacra Scrittura, ma per narrarvi un miserabil caso avvenuto tra marito e moglie, e forse causato per diffetto del marito, mi pare non disdicevole che io alquante parole dica d’alcune cose che deverebbe ogni buon marito usare con la moglie. E perché la prima cosa che deve esser tra il marito e la moglie io mi fo a credere che debbia esser l’unione e la tranquilla pace, deve il marito non esser ferino né aspro ne la conversazion sua in casa, perché se vorrá con fatti e con parole inasprire ed irritare la moglie, e d’ogni minimo fuscello garrirla e farle un gran romor in capo, la casa non sará casa ma terreno inferno, né mai v’abiterá pace. Bisogna dunque che l’uomo sia benigno ed umano, e talora si risenta con modestia ne le cose mal fatte; e a la moglie conviene saper tacere e pazientemente sofferire ciò che fa il suo marito. Ché in vero quella casa ove il marito non sa usare prudenza e la moglie è poco paziente, non è abitacolo di maritati ma uno spedale di pazzi, e a la fine converrá che tra