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NOVELLA LXII 33 ricuperar i miei beni ed assettare le cose de la mia dote, perché ,ni crederei che facendo questo, se poi mi volessi maritare, che non nii devesse mancar partilo al grado mio convenevole. — Sta bene — soggiunse il re; — quesjo è ben ragione. Ma noi vi daremo uno che con poca fatica vi aiterà a far tutto quello che voi dite. — Sia come vi piace — rispose alora la donna. In questo il re si fece dar la mano e le disse: — Se voi vo¬ lete, io intendo esser il vostro marito; e perché non diamo indugio a la cosa, andiamo a la chiesa e là io vi sposerò per mia moglie. — E cosi di brigata con tutta la corte andarono a la chiesa, ove egli la prese e sposò in presenza del suo po¬ polo per moglie, e cosi anco la tiene. Vero è che si dice che tiene de l’altre pratiche di donne, e che quasi ogni quindeci di va a trovar quella di Cleves e seco dui e tre di molto do¬ mesticamente dimora. Tale adunque è la vita d'Enrico ottavo re d’Inghilterra per quanto appertiene a le donne e a la reli¬ gione cristiana. M. Bandello, Novelle.