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NOTA 347 p. 247, r. 35: « lascivie » per « lascive »; p. 267, nella dedica: «Coscia» per «Goscia»; p. 270, rr. 10-11: «e promettere non so¬ lamente perdonargli il misfatto » per « e non solamente parendogli il misfatto»; p. 275, rr. 13-14: «perversare» per «perseverare»; p. 303, r. 17: « l'uno e l’altro da altre, cure distratti, lasciaro » per « l’uno a l’altro da altre cure distratto, lascerò »; p. 358, r. 20: «negata» per «degnata»; p. 363, r. 19: «poter» per «non poter»; p. 366, r. 33: « avvolta » per « accolta »; p. 379, r. 8: supplito « la » prima di « narrò »; p. 387, r. 17: « grattava » per « gettava »; p. 403, r. 1: «Crema» per «Cremona»; p. 406, rr. 22-23: supplito «gli fece credere che » tra «che» e «queste»; p. 416, r. 35: sup¬ plito « lasciò d’esser geloso» prima di « quando »; p. 417, rr. 13 e 14: «altrui» per «altri»: p. 435, r. 34: supplito «de» prima di ,< la sciocchezza » ; p. 482, r. 22: supplito «si» prima di «pensa». Nel quinto volume: p. 24, r. 8: soppresso un « che » dopo « cru¬ deltà turchesche »; p. 40, r. 11: supplito « ha » prima di « è »; p. 43, r. 36: « avvertire » corretto per « avvertite »; p. 47, r. 22: tolto « è » prima di «non ci veggiendo»; p. 47, r. 24; «il più» per «più»; p. 67, r. 5 (della novella): «disperarsi» per «disprezzarsi»; p. So, r. 20 (della novella): supplito «vi» prima di «intrò»; p. 82, r. 7: soppresso «che» prima di «tu diverresti»; p. 85, r. 17: soppresso «e» prima di «avendo»; p. 97, r. 3: «e tanto vostro amico » per « tanto è vostro »; p. 105, r. 20: «erano» per «eravamo»; p. 10S, r. 17: «commutavano» per « commutano »; p. 141, r. 30: .supplito «veruno» dopo «modo»; p. 153, r. 36 e p. 156, r. 14: «ballez, ballez» per « balles, balles »; p. 185, r. 15; « diedero » per « diede »; p. 219, r. 19: « e altri che incolpavano » per « e altri incolpavano »; p. 219, r. 23: supplito «che» dopo «novelletta»; p. 245, r. 17: supplito «signora» avanti «la signora»; p. 246, dedicatoria, ul¬ tima riga: supplito «mi raccomando e vi» dopo «altro»; p. 255, r. 19: supplito «che» dopo «meno»; p. 266, r. 27: «trovò» per «trovato»; p. 288, r. 8 «mosso» per «messo»; p. 289, r. 6 (della novella): «vi» per «mi»; p. 292, r. 31: supplito «animo» dopo «pessimo»; p. 296, r. 10: supplito «deliberò» dopo «in capo»; !>• 313. r. 31: «per misurare li panni che si chiama» per «che per misurare li panni si chiama ». In questa, diciamo pure, ricostituzione del testo ho tenuto pre¬ sente che il Bandello è scrittore non solo scorretto, dal punto di vista linguistico e grammaticale, ma anche ineguale, vale a dire che egli non si attiene sempre a quelli che sembrerebbero i sudi