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336 NOTA punto poi pare che l’amanuense veneziano non capisca il SUo testo, scrivendo «pecoraggine», che non dà senso, in luogo di « pecoreccio », parola familiarissima al Randello. In conclusione il ms., molto scorretto (e il Cicogna nella sua stampa non di correggere gli errori più evidenti), rappresenta per ine ia copiai di un qualsiasi dilettante, che modificò per ragioni a noi ignote il testo originale, e quindi non ha importanza alcuna per la costi, tuzione del testo delle Novelle. Tuttavia non sarà inutile riferire alcuna delle principali differenze. Il ms. quando abbrevia e quando allunga, in generale a guisa di commento, come per esempio in questo passo, che corrispon-* " alle righe 3-8 della pagina 262 del nostro primo volume: « Cono-' scendo che di estraordinario agiuto aveva molto bisogno, deliberi; nell’animo suo, dopo molti e vari pensieri e discorsi fatti, di ritor¬ nare in corte del re Matia suo signore e in quella dare di sé sazzo tale e in modo adoperarsi per servici di quel regno, che finalmente poi egli e la moglie sua, che carissima teneva, potes¬ sero vivere onoratamente, sperando certo che col servizio suo dei qualche para de anni ¡1 re lo dovesse molto bene premiare».) Invece quanto è detto da p. 246, r. 6 a p. 265, r. 14, nel ms. è abbreviato cosi: « Ma alla risposta venendo, ve dico che se bene mio sommo contento sarebbe di vivere tutto quel poco di tempo] che ci avanza con esso voi, pur, considerando qual gloria e onorei ve potesse rapportare il far ritorno alla corte del re Matia, olire le ricchezze che potreste conseguire, me fa aquetar l’animo mio.i Però tutto quello che ve risolverete di fare, tutto sarà da mej allegramente accettato, sperando nella bontà del nostro si; Dio, che in tutte le azione vostre ne debba talmente favo che finalmente poi con ricchezze e splendore farete a casa vos l’aspettato ritorno. Andatevene dunque allegramente, ché, se bd per la lontananza vostra senza dubio qualche acerbissimo dol me doverà assalire, nondimeno spero di addolcirlo col conten ch’io sentirò, vedendovi soddisfatto di si nobil discorso e pensi. sperando, con la dolce memoria di voi andando di giorno in gio; ingannando i miei pensieri, di vedervi assai più lieto di quello chi ora non siete ». 11 ms. allunga, commentando, anche le righe 14-iS della p. 267: « Ma poi ritornerà subito nel suo colore di pri quando però li messaggieri ed ambasciate subito cessate sia: per che tanto durerà la giallura quanto li pensieri e fatiche di quelli che cercheranno il suo amore ». Quanto è contenuto da