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NOVELLA LXI1 29 ingraziò il re e disse che farebbe quanto esso gli aveva coman¬ dato. E cosi quel medesimo giorno egli parlò con la sorella, dimostrandole l’intenzione del re, e l’cssortò a fare come il re aveva divisato. La donna, che sapeva.tutti gli adultèri de la reina, cosi gli rispose: — Fratei mio, va’ pure e di’ libera¬ mente al re che io farò quanto egli mi comanda; ma che ¡0 l'avvertisco che attenda bene a guardar sua moglie, e che non farà mica poco se la saperà guardar bene. — Maestro Antonio, sentendo questo e parendoli cosa di troppo scandolo, si scusò che non voleva far simile ambasciata al suo re, e che ella par¬ lasse d'altro. — Né io sono per fare — rispose ella — ciò che il re comanda, ed aspetterò d’esser con tuo e mio disonore publicamente licenziata. Ma se tu sarai savio, farai quello che ¡0 ti dico, e so che il re te ne resterà con obligo. — Ora, dopo non picciola tenzone tra loro avuta, si deliberò maestro Antonio di far al re l’ambasciata secondo il voler de la sorella. E cosi, a lui accostatosi, disse: — Sire, io ho parlato con mia sorella, la qual è presta a far tutto il voler vostro. Ma prima vuole che io vi dica che ella, come serva umilissima che v’è, vi avver- tisce che attendiate bene a guardar vostra moglie, e che mica poco non farete se la saperete guardar bene. — Il re, udito cotesto parlare, fieramente si senti trafitto e ne l’animo suo molto se ne turbò. E poi che ebbe alquanto tra sé pensato, si rivolse a maestro Antonio e gli disse: — Tu m’hai con coteste tue ciancie, che sono di grandissima conseguenza ed impor¬ tanza, messo il cervello a partito. Ma se tua sorella vuol vi¬ vere, egli è sommamente necessario che ella mi faccia chiaro che mia moglie m'abbia mandato, senza partirmi da Londra, in Cornovaglia, ché questo mi pare che suonino le sue parole. Tu le dirai adunque che ella mi chiarisca di questo e che, per quanto ha cara la vita, non ne parli con persona del mondo e che non prenda altramente congedo. — Tornò maestro An¬ tonio a la sorella, a cui fece manifesta tutta l’intenzione del re. Ella alora: — Vederai mò, frate mio, che il re — soggiunse ella — t’averà grado di quanto per parte mia significato gli hai. Ora io vo’ che tu gli dica che, se egli desidera certificarsi come le cose