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NOVELLA XXVIII 309 NOVELLA XXVIII Uno drappieri di Lione, per andar la notte a giacersi con una sposa, fece certi patti con uno suo garzone di bottega, e lo fa corcarsi in letto appo la moglie. Il gio¬ vane, scordatosi li patti, tutta la notte amorosamente se prese piacere con la padrona, e ciò che poi avenne. Poi che, madama eccellentissima, mi avete chiesto che io dica se ho nulla di novo de le cose che ora si maneggiano tra il nostro re cristianissimo e l’imperadore, parendo che il sommo pontefice molto si affatichi per accordargli insieme, alfine che si porga soccorso a la già si famosa Ongaria che gli infedeli guastano, ardeno e consumano, io non vi saprei nulla dire di più di quello che si contiene ne le lettere che da Lione vi ho portate. Bene vi potrò narrare uno caso novamente av¬ venuto a Lione, che per mio giudicio tiene molto de lo strano e del bestiale, per la trascuraggine ed espressa pazzia di uno mercante drappieri; il quale, poco aveduto, e savio stimandosi, da se stesso in capo si ha posto la insegna de li Soderini, che sono duo corna di cervo. E certamente egli è pure una gran cosa a considerare le molte e sconcie operazioni che gli uomini, accecati da li loro disordinati appetiti, cosi scioccamente fanno, e sovente, dandosi a credere di ingannare il compagno, essi con eterno disonore e vituperio restano gli ingannati, come ora da me intenderete, dandomi grata udienza. Dico adunque che in Lione si trova uno drappieri di essa città, il quale non è perciò i! più bello uomo del mondo, il quale prese per moglie una Isabetta, che anco ella non ha privato il cielo di bellezza. Ma per li disonesti portamenti del marito, che quante donne vede tante ne vuole, è fora di modo di lui divenuta gelosa, e tale- mente fastidiosa che altro mai non fa che garrire per casa. Abitano in una casa ove dimorano diverse famiglie, fra le quali ci era e ancora vi è una vedova, che aveva una nipote nominata Catarina, giovane assai bella e in età di marito. 11 mercante,