Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1912, V.djvu/263


2ÓO PARTIS QUARTA la disgrazia del signore. Era il Gonnella in Ferrara a' grandi e piccioli notissimo, e ciascaduno sapeva quanto egli era grato al marchese. Il perché il pentolaio, bene pagato a gran derrata de li vasi e de l’asino, esegui al tempo a lui prefisso molto galan¬ temente quanto il Gonnella gli aveva ordinato. Ora il giorno avanti che l’effetto de l’asinicidio si facesse, si pose il Gonnella a la solita sua finestra con li soliti suoi stromenti ; e non ¡stette molto che sovravvenne il marchese e se gli accostò. Faceva il Gonnella molto l’ammirativo di quello che mostrava com¬ prendere da li segni e caratteri che fatti avea; onde, inverso il marchese rivoltato, in questo modo gli disse, fingendo insiememente dolore, ammirazione e non so che di tristizia: — Signore mio, avertite bene a le parole che ora vi dico e non le lasciate cascar in terra, perciò che tosto le troverete con effetto reuscire vere, se l’arte mia a questa volta non m’in¬ ganna. Dimane su questa vostra piazza io veggio farsi una gran mischia tra due persone, e nel menare de le mani veggio seguire la morte di una di loro con larga effusione di sangue per molte ferite. Ma ancora non ho potuto comprendere l’ora né fermarla, ma so bene per ogni modo seguirà dimane. — Udendo il mar¬ chese cosi affirmativamente parlare il Gonnella e determinare il di che la questione si devea fare, rispose al Gonnella: — Di qui a dimane non ci è gran tempo. Noi vederemo pure questi tuoi miracoli, e se cicali senza sapere ciò che parli, o se dici il vero. E se quanto profetato hai non aviene, io ti voglio a suono di trombe farti publicare per tutto lo stato mio per lo maggiore bugiardo che viva, e che publicamente tu ti confessi che sei uno ignorantone e che nulla sai. — Soggiunse allora il Gonnella dicendo: — E se, signore mio, voi troverete che io sia veridico, la ragione vorrà pure che io sia rimunerato. — A cui rispose il marchese: — Se tu mi averai detto il vero, io ti farò coronare astrologo laureato con bellissimi privilegi. — Venne il seguente giorno e, secondo l’ordine messo, il pentolaio comparve, e dopo avere rotto tutti li vasi e date tante busse a l’asino quante volle e quello ferito in molti luoghi, con uno tagliente coltello miseramente lo svenò; e lasciatolo morto in