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NOVELLA XXII (XXIIl) 253 festa, voi non possiate contenervi! so bene che non devete ancora essere stato a messa. — Insomma tanto disse e fece che il buon castrone si parti. E come egli fu partito, lo scolare usci da l’arca e fece a la donna, intrati in letto, ciò che il marito fare voleva. Commandò dapoi la 'donna a la fante che ogni volta che il marito usciva di casa, che ella chiavasse la porta de la casa. La sera, essendo il marito con la moglie e lo sco¬ lare a tavola a cena, esso marito narrò a lo scolare quanto con la moglie gli era la matina accaduto. Del che ridendo, il gio¬ vane disse: — Voi mi devevate chiamare, perché io con la sferza la averei bene gastigata e costretta a compiacervi. — Spesso poi di questo accidente risero tra loro dui e attesero lungo tempo con gran piacere a godere li loro amo