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NOVELLA XXII (XXIIl) scherzare e dare il giambo altrui e anco pigliarlo. Molte fiate il marito di lei disinava la mattina a la stampa, di modo che lo scolare solo disinava con la donna; onde fecero insieme una gran dimestichezza, la quale a poco a poco cominciò conver¬ tirsi in amore. Lo scolare, conoscendosi essere mezzo inna¬ morato de la donna e veggendola assai bella, deliberò tentare la fortuna e vedere se il suo disegno li reusciva. E perché aveva gran commodità di parlar con lei senza interpreti, seppe cosi ben dire il caso suo e fare l’appassionato, che la donna, che non era di pietra né di bronzo, cominciò a dargli orecchie e parlare con quello più che volontieri, parendole il giovane piacevole e discreto; nondimeno stava alquanto ritrosetta. A la fine, pure consigliatasi con la sua fante, che era quella che fa¬ ceva il mangiare per loro, non ci essendo altre persone in casa, essendo adunque uno voler di tutti dui di venire a le strette e godere de l’amore l’uno de l’altro, non tardarono molto a dare compimento ai loro appetiti amorosi. Alloggiava l’innamorato scolare in una camera che era sovra quella ove lo stampatore con la moglie dormiva. Esso stampatore soleva ogni mattina a l’alba levarsi e andare a la stamparia e lasciar la moglie sola nel letto. Onde, acciò che la buona donna, restando sola, non avesse paura de la fantasma,’ lo scolare soleva andare a tenerle compagnia e bene coprirla, perché ella non si raffreddasse. Come il marito era uscito di casa, la donna, con la pertica che al capo del letto teneva, solea percuotere nel solare due e tre percosse. Il che come lo scolare sentiva, si levava e, a basso disceso, andava a corcarsi con lei ; e calcava molto bene la faccenda de la donna, acciò che ella non avesse invidia al ma¬ rito, che in quella, forse, ora calcava quella de la stampa. E cosi insieme si trastullavano buona pezza, perché il marito non solea venire a casa sino a ora di desinare. Avenne il giorno dedi¬ cato a santo Gioanni innanzi a la porta Latina, che è la festa degli stampatori parigini, che essendo levato il marito secondo il consueto e ito fore, che la donna diede il solito segno a lo scolare, il quale a basso discese e a lato a quella si mise, e amorosamente con lei giocava a le braccia. Aveva quella mattina