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234 PARTE QUARTA NOVELLA XIX (XX) La origine de la nobilissima casa di Savoia, che da stirpe imperiale discese. Narrano le antiche cronache de la nobilissima casa de li prencipi de la Sassonia e de le genealogie di quelli che da essa sono discesi, come tenendo la monarchia de l’imperio occi¬ dentale Ottone, di questo nome terzo imperadore, il cui padre e avolo furono imperadori, che egli ebbe uno fratello chiamato Ugo, al quale donò il ducato de la Sassonia. Prese Ugo moglie, de la quale in breve tempo ebbe tre figliuoli mascoli, Federico, Ulrico e Beraldo, li quali essendo ancora fanciulli, il padre loro passò di questa vita a l’altra. Il perché li tre figliuoli rimasero sotto l’amministrazione e cura de l’imperadore, loro amorevole zio; il quale non solamente con diligenzia li fece nodrire, ma creato Federico, il primogenito, duca di Sassonia, attese con mirabile cura a fargli imparare lettere e tutti quegli onesti eser¬ cizi e mestieri de l’armi che a ogni bono e generoso principe convengono. E perché egli de la sua mogliere non aveva figliuoli, teneva cotesti tre suoi nipoti e li trattava come suoi propri figliuoli carissimi. Si facevano ogni di li giovanetti prat- tichi in quegli esercizi che loro erano insegnati, e con gran¬ dissimo piacere de l’imperadore andavano di bene in meglio. Ma sopra tutti Beraldo era quello che in ogni cosa avanzava li suoi fratelli e reusciva meravigliosamente pieno di ogni buono costume, ammaestrato e dotto in varie scienze e in ogni altra bella e onorata dote, conveniente a qual si possa dipignere più perfetto e vero prencipe, di modo che l’imperadore suo zio som¬ mamente l’amava e se lo teneva fora di misura caro. Onde cominciò mettergli in mano gli affari importantissimi de l’im¬ perio e nulla espedire senza il savio consiglio di esso prencipe Beraldo, il quale prence vie più di giorno in giorno dimostrava la prontezza e acutezza del suo felice ingegno, con una modestia e destrezza in ordinare ed eseguire le cose, che tutti li prencipi e vassalli de l'imperio l’amavano, lo riverivano e temevano, conoscendolo di maniera giusto che tutto l’oro del mondo non