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NOVELLA LXI >9 cinque o sei frati minori a tal cura dal loro ministro de la pro¬ vincia deputati. Questi dimorano di continovo ne le stanze a posta fabrícate per loro e che col monastero son congiunte. E par¬ lando tutto il di e conversando con le monache, prendono con quelle una famigliar domestichezza; cagione che talora quella conversazione, che deverebbe tutta essere spirituale, diventa car¬ nale e fa che si viene ad camis resurréctionem, perciò che la troppo familiarità partorisce poco rispetto, e come la riverenza manca, si vien poi ad un guazzabuglio. Ora avvenne che in detto luogo fu mandato un fra Filippo, uomo di ventitré o ven¬ tiquattro anni, che era nei servigi de le donne molto gagliardo, e in quelli assai più volentieri s'affaticava che a cantar in coro o far gli altri essercizi de la santa religione. Questi, come fu giunto in quel santo collegio e vide la privata domestichezza che s'usava, tra sé deliberò di mettersi a la prova, per vedere se trovava possessione da vangare e lavorare col suo piuolo, col quale egli soleva talora piantar gli uomini. E tentando di¬ versi terreni, si domesticò molto con la vicaria del monasterio, che era donna d’altissimo legnaggio, e seco cominciò a par¬ lare de le cose spirituali, narrandole l’istoria de le stigmate di san Francesco e de la penitenza che fece in Toscana nel monte de l’Avernia. E continovando questa sua pratica, cominciò a‘ venir al basso e parlare de le cose de l’amore. Al che la vicaria dava poca udienza, del che egli si mostrava restar molto di mala voglia. Nondimeno da l’impresa punto non si ritraeva, ma più di giorno in giorno si mostrava d’arder per lei. E per¬ ché le povere monache lavavano i panni dei frati fin a le brache, egli talvolta dava le sue brache a lavare, che erano strana¬ mente ricamate a la damaschina con certi parpaglioni su, che averebbero fatto stomaco a Guccio porco. Né ad altro effetto fra P'ilippo dava le brache cosi ricamate se non che, veggen- dole la sua amica dipinte di quel modo, si movesse a pietà di non lasciarli gettar via l’umor radicale, ma fosse contenta di prestargli il mortaio, a ciò che esso potesse pestarvi dentro col suo pestello la salsa. Insomma non poteva fra Filippo far cosa che gli profittasse. Per questo si deliberò non parlar più