Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1912, V.djvu/212


NOVELLA XV (XVl) 209 volontieri averebbe lasciato il mondo e fattosi monaco ne la re¬ ligione cisterciense; ma temeva che la prattica degli amici e pa¬ renti li devesse recare grande nocumento a la vita santa, che intendeva fare per ammenda degli errori da lui per lo passato fatti. Conferito questo suo pensiero in segreto con san Ber¬ nardo, fu consigliato da quello di ritirarsi in luogo ove da nes¬ suno fosse conosciuto ; il che al duca molto piacendo, si deliberò di essequirlo. Pertanto fatta questa deliberazione, acciò lasciasse le cose degli stati suoi con miglior ordine che si potesse, fece il suo testamento per mano di notaro in autentica forma. Egli aveva due figliuole legittime senza più, Leonora e Fiordeligi: lasciava Leonora, sua primogenita, erede universale del ducato de l’Acquitania e del contado di Poitiers, facendo instanzia gran¬ dissima in esso testamento al re Lodovico il grosso, di que¬ sto nome sesto re di Francia, che volesse dare per moglie a Lodovico suo figliuolo la detta Leonora. Questo Lodovico fu poi re, dopo il padre, di cotale nome settimo, e fu cognomi¬ nato da alcuni il « mansueto »; ma per lo più si appella « Lodo- vico il più giovane ». Pregava anco il duca Guglielmo il re che la seconda figliuola Fiordeligi maritasse in alcuno onorato barone, e quella lasciò erede di tutte quelle castella, luoghi e beni immobili, che egli possedeva ne la Borgogna e ne la Pic- cardia. Tenne segreto il duca questo suo testamento, né volle che publicato fosse fin che egli non morisse. Non dopo molto, avendo il duca dato ordine a quanto intendeva provedere, cor¬ rendo gli anni de la nostra salute mille cento trentasette, diede voce, per uno voto fatto, che voleva andare al peregrinaggio del santo apostolo di Galizia; onde nel sacro tempo de la qua¬ resima si mise in camino con cerca venticinque gentiluomini de li suoi. Pervenuto che fu a la venerabile chiesa de l’apo¬ stolo, visitate divotamente le sante reliquie, fece al luoco una grossa elemosina e attese a fare il « novendiale », come per nove giorni intieri costumano fare li peregrini che colà vanno. Mentre che il novendiale si facea, il duca uno di chiamò a sé in camera e segretamente parlò col suo segretario, col mae¬ stro di casa e con uno cameriere; e si, con le lagrime su gli M. Bandello, Novelle. 14