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NOVELLA XV (XVlJ 207 le braccia su la croce aperte, pur che il peccatore, pentuto e confesso de li suoi peccati, a lui, come detto si è, se ne ritorni. Vi dico adunque che Guglielmo, di cotesto nome quinto duca di Acquitania e conte di Poitiers, ebbe uno fratello detto Raimondo, il quale per fare il passaggio di oltra- mare in soccorso di Terra Santa, con molti altri baroni francesi che a quella sacra guerra andarono, si mise a ordine. E per potersi più lungamente su la guerra mantenere, vendette il suo contato de la città di To¬ losa a Raimondo, li cui nipoti gran tempo tennero quella no¬ bilissima città. E veramente fu di vie maggior gloria erede in simile caso che non fu il compratore. Mentre i devoti cristiani in Levante contra turchi faceano la sacra guerra, papa Innocenzio, di cosi fatto nome papa secondo, fu da Guglielmo duca di Ca¬ labria con alquanti cardinali fatto prigione. Onde i romani vio¬ lentemente fecero papa uno de la casa nobilissima de li Perleoni, che era in Roma potentissima, e lo chiamarono Anacleto. Per questo la cristianità si divise, perché alcune provincie obedivano a Innocenzio come a vero vicario di Cristo, e altre seguivano il pseudopontefice Anacleto. Guglielmo duca di Acquitania, del quale si è cominciato a parlare, si accostò a l’intruso e scisma¬ tico Anacleto, e violentemente cacciò via de li loro vescovati Guglielmo vescovo di Poitiers e Eustorgio vescovo di Limoges, perché mantenevano senza rispetto veruno la parte del vero papa Innocenzio, e predicavano che Anacleto non era vero pon¬ tefice, e che non se li devea in modo alcuno prestar obedienza. Guglielmo duca, sprezzando le vere e sante ammonizioni di questi dui buoni e catolici vescovi, col mezzo di uno legato scismatico che Anacleto mandato gli avea, fece fare alcuni ve¬ scovi a suo modo e li intronizzò in luoco de li profanamente discacciati. Viveva in quel tempo san Bernardo abbate di Chia- ravalle, uomo, per santità di vita e dottrina sana, di molta au¬ torità e riguardevole pur assai. Egli andò a parlare al duca Guglielmo e si sforzò con efficacissime ragioni ridurlo a l’unione de la Chiesa catolica. Era esso duca a Poitiers, ove san Ber¬ nardo, celebrata la messa, se ne andò col preziosissimo corpo del signor nostro Giesu Cristo in mano, che consacrato avea, dinanzi