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NOVELLA XIV (XV) 201 disposta per ogni modo che tu questa notte resti meco. Vedi se tu sai imaginarti qualche inganno, col quale possiamo indurre costei che tutti tre si corchiamo nel mio letto, che come sai è grandissimo e ne caperebbe più -di quattro. Io monstrerò non volere che tu ti parti. E fra tanto faremo qualche giuoco. — Si misero dapoi tutti tre a giuocare a « Gie l'e ». Avendo buona pezza di tempo consumata in giuocare, disse lo scolare: — Egli è ora di andare a letto. Vogliamo noi giocare tutta la notte? Il mio albergo è molto lontano. — Soggiunse allora la maritata: — Io ti insegnerò, amico mio. Quando mio marito è a casa e tu ceni nosco, tu dormi dentro la camera di mezzo: tu li dormirai questa notte. — Fatto questo, mentre le due donne si corcàro, lo scolare, dato l'ordine con una massara di quanto voleva fare, si andò sovra la camera de le donne, e la massara da una fenestra con una pertica frugava a la fenestra de la camera de la donna, e lo scolare di sopra faceva strepito, di modo che pareva che ci fossero ladri. La maritata, ciò sentendo: — Oimè, sorella mia — disse, — li ladri sono in casa ! — La massara in questo, cor¬ rendo verso la camera de la padrona, forte ansando, picchiò a l'uscio, e lo scolare, descendendo con la ignuda spada in mano, gridava: — Ahi traditore, tu se’ morto! — E parea che seguitasse uno. Dapoi tornando di sopra, trovò che la massara era intrata in camera e diceva a le donne che avea visto il ladro fuggire e che con la spada messer lo scolare fieramente lo incalzava. Le altre massare tutte erano già in camera, mostrando di essere sgomentate e piene di gran paura, e tutte aveano veduto più di uno ladro. Lo scolare disse averne cacciati dui, li quali erano saltati giù da una finestra bassa in strada e che egli non avea potuto aggiungergli a tempo, e che avea serrata essa fine¬ stra. La maritata allora, mostrando fieramente adirarsi contra le massare, disse loro uno carro di ingiurie; e fingeva per ogni modo di volerle battere, sapendo come avevano espressa com¬ missione dal marito che ogni sera fermassero quelle finestre. Ma Io scolare con buone parole parve che mitigasse assai la simulata còlerà de la adirata donna, la quale borbottando dice che non potrà mai dormire sicuramente quella notte, se lo