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200 PARTE QUARTA invitò per cena e a letto il suo scolare, che di grado accettò l’in¬ vito. Andò lo scolare buona pezza innanzi cena a trovare la sua donna, perché, come detto vi ho, egli per la dimestichezza che col marito avea, andava da ogni ora in quella casa senza rispetto veruno. La donna poi, per potere più liberamente da ogni ora es¬ sere con l’amante, tenne tal mezzo con quelle sue massare, che tutte le tenevano mano. Ora, mentre che in diversi ragionamenti andavano aspettando l’ora de la cena, ecco arrivare a l’impro- viso la vedovella, la quale fu da la maritata cortesemente rice¬ vuta. E dopo le consuete tra loro accoglienze disse la vedovella a la maritata: — lo ho inteso che vostro marito è cavalcato, e perché séte sola, sono venuta a cenare vosco. — Siate pure la benevenuta, sorella mia. — E poi alquanto avendo ragionato, lo scolare a le donne disse: — Restatevi in pace, ché io me ne vado a cena. — La maritata allora, levatasi in piede: —Per mia fé, voi non vi partirete — soggiunse, — ché se bene mio marito non ci è, cAerete pure di brigata con noi. — E cosi, essendo l’ora de la cena, fu data l’acqua a le mani e servirono le massare, mentre che si cenò, ragionando tra loro di piacevoli e varie cose. Finita che fu la cena, essendo già l’ora alquanto tardetta, disse la maritata a lo scolare: — Amico mio, voi per cortesia vostra sarete contento accompagnare questa mia come sorella sino a l’albergo suo, che è a punto lungo la strada che voi, andando a casa, bisogna che facciate. — E rispondendo lo sco¬ lare che molto volontieri, la vedovella allora, tutta ridente, disse: — No no, sorella mia. Tu mi hai dato cena, e tu mi darai anco letto, perché questa notte io intendo giacermi teco. — Sia con Dio! — rispose la maritata, ancora che ne l’animo suo le despia- cesse, parendole troppo duro a perdere la buona notte che sperava di avere col suo amante. Egli medesimamente forte si contri¬ stava, veggendosi rompere il suo disegno, perché sperava, an¬ dando con la vedovella, di mettere alcuno ordine a li casi suoi, e poi tornarsene a dormire con la maritata. E parlando tra loro dui, senza dare sospetto veruno a la vedovella, andavano pure invaginandosi di trovare qualche modo per cui si potessero godere insieme. Onde disse la maritata a lo scolare: — Io sono