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NOVELLA XIV (XV) 199 amorosamente più volte preseno l'uno de l’altro piacere; onde ogni volta che ci era la commodità, non mancavano a darsi buon tempo e vita chiara. Ma perché la troppa abondanza talora genera fastidio e li giovani quante -donne il di veggiono tante ne desiderano, l'appettitoso scolare vide una vedovella che sovente pratticava con la sua innamorata, che era tutta bal¬ danzosa e festevole, che molto gli piacque, e si mise in animo di provare se di quella poteva diventare possessore. Onde co¬ minciò con la coda de l’occhiolino, quanto più destramente poteva, amorosamente vagheggiarla. Ella, veggendo lo scolare in quella casa molto dimestico cosi del marito padrone de la casa come anco de la moglie di quello, senza pensarvi alcuna malizia, credette che egli fosse parente loro. E parendole lo scolare tutto costumato e di buona grazia, mostrava non des- piacerle che da quello fosse amata. Onde assiduamente con¬ versando in quella casa e il più de le volte ritrovandovisi lo scolare, ella cominciò farli buon viso e mostrarli che di lui le calesse; ma si governava in modo che non voleva che la donna de la casa se ne avedesse. Accortosi il giovane di questo, per non guastare la coda al fagiano, navigava ancora egli sotto acquaie non avendo commodità di poterle parlare segretamente, con gli occhi si aiutava. Le scrisse poi una amorosa lettera, la quale destramente le diede. Ella la prese e la lesse, e li fece risposta che non meno amava lui che egli lei amasse, ma che non vedeva commodità di dargli udienza segreta: per uno fastidioso cognato che in casa avea, non era possibile; pregando quello che, in casa ove pratticava e che ella soleva spesso venire, si guar¬ dasse da la padrona de la stanza di non parlare in segreto, perché ella direbbe ciò che vedesse al fastidioso di suo cognato. Piacque molto a lo scolare che la vedovella non avesse sospetto de la prattica che egli con la padrona de la casa avea, e andava tut¬ tavia chimerizzando come farebbe a godere essa vedovella, la quale medesimamente non meno desiderava provare gli abbrac¬ ciamenti del giovane che egli si facesse quelli di lei. Avenne indi a poco che andò fore di Pavia il padrone de la casa, e non era per tornare fra quattro o cinque di. Il perché la maritata