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NOVELLA X (XI) •79 Dianora, che a par de gli occhi suoi il marito amava, non dava orecchie a cosa che il signore le dicesse, anzi li rispondeva che d'altro le parlasse, non essendo ella acconcia a far cosa meno che onesta. Il che era a lui, che averebbe voluto venire a la conchiusione de l’amore, di fierissimi tormenti cagione; e quanto più ella ritrosa si mostrava, egli tanto più innamorato di lei si discopriva. Onde, non cessando tutto il di con amba¬ sciate e lettere tenerla sollecitata, tanto fece che tutta Padoa chiaramente si accorse da quale tarantola egli fosse tarantolato, essendo questa infermità amorosa, quando in alcuno è radicata, che molto male si può celare, bisognando che in qualche parte si discopra ed esali, né più né meno come fa il fuoco che sia stato qualche tempo coperto. E perché non è si ostinato e ada¬ mantino core, che, pregando, amando, onorando e servendo, non divenga molle e non si pieghi al fine, cominciò Dianora pre¬ stare orecchie a le calde e affettuose preghiere de l’innamorato signore, e di tale maniera si piegò ad amarlo, che li diede speranza che averebbe l'intento suo con la prima commodità che se le offerisse. Del che esso signore si teneva per lo più aventuroso uomo del mondo, e una ora li sembrava uno anno a venire al tanto desiderato compimento del suo amore. So¬ leva Vitaliano andare molto spesso in contado a le sue posses¬ sioni, ove aveva belli e agiati casamenti, dove a la caccia dimorava talora a diportarsi cinque e sei giorni, ora più ora meno, sovente menando seco la bella Dianora. Da questo an¬ dare fora del marito la buona moglie prese occasione di dare compimento agli amori del signore, di maniera che alcuna volta insieme li dui innamorati si trovarono, disfogando i loro poco onesti appetiti. Né crediate che il signore Francesco punto per questi congiungimenti scemasse le sue ardentissime fiamme; anzi parve che divenissero maggiori, tanto de la gentilezza e dolcissima prattica e soavissimi baci de la bella Dianora appa¬ gato si teneva. Né meno di lui la donna si contentava, non perché il signore fosse più bello né più aggraziato di Vitaliano, che parangone non ci era, ma perché era il signore de la città, e ella troppo apprezzava il favore del prencipe e si teneva da