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NOVELLA VI (VII) 155 che fosse senza fare tumulto ne la città e donasse esempio agli altri di lasciare andare le persone religiose a fare i fatti loro e non le dare simili disturbi. La cosa non era troppo divolgata per Parigi, di maniera che li mugnai, non ne sentendo bucci¬ nare motto alcuno, se la gittarono dopo le spalle né più suso vi pensarono. Ma lo scaltrito e prudente vecchio messer lo guardiano, come uomo che a nuocere luogo e tempo saggia¬ mente aspetta, se l'aveva con adamantino nodo legata al dito e di continovo andava pure pensando e chimerizzando come potesse rendere a li detti ubriachi mugnai pane per fogaccia, e non fosse in modo veruno ripreso, anzi ne riportasse lode. Gli erano già per la mente passate molte vie per potere pren¬ dere ottimo e piacevole gastigo di quelle insolenti bestie de li mugnai e a nessuna si era fermato, quando la fortuna se gli parò opportunamente dinanzi. Fu uno mercatante, il quale avea fatto conducere una gran quantità di frumenti a Parigi, e avea avuto grazia dal guardiano di riporla ne li granai del monistero. 11 guardiano, parendoli avere il più bello modo del mondo di vendicarsi e molto facile ad eseguire e che, divolgandosi per Parigi, saria riputata una piacevole e condegna vendetta e che averebbe molto del buono, si deliberò di non lasciare passare cosi buona e bella occasione. Erano già passati molti di dopo la festa de li mugnai, che più non si ricordavano de la diso¬ nesta ingiuria fatta a li frati, quando il guardiano mandò a li padroni de le molina uno suo servitore del monistero e fece loro intendere come si trovava molti sacchi di grano, li quali volontieri, prima che finisse la luna del mese di agosto, desi¬ derava che fossero per ogni modo macinati, perciò che la fa¬ rina fatta in quella luna durava lungo tempo senza guastarsi; onde li pregava essere contenti di volerli macinare tutti li detti grani, con gli emolumenti loro che costumano per la macina¬ tura di prendere. Convenuti adunque del giorno per cominciare a macinare, mandarono li padroni de le molina il mattino a buona ora li cavalli e asini e mule loro con trenta famigli loro a prendere parte del grano. Tra questi erano tutti quelli che ave¬ vano fatta la burla del ballare e saltare a li dui frati. Il guardiano