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138 PARTE QUARTA grossa di voi — e mentiva ella, perché gravida non era, — non vogliate che io e il frutto che in ventre porto moriamo; perché, misera me ! io sensibilmente mi veggio di maninconia mancare per lo poco amore che mi mostrate. — Il duca, che veramente credeva che ella gravida fosse, per téma di non per¬ derla insieme con la creatura che portare diceva, deliberò con¬ tentarla e dirle quanto ricercava d’intendere. Ma egli prima con rigido viso e ferma voce in questa guisa le parlò: — Voi la più ostinata donna séte che trovar si possa, ché, avendo visto la resistenza che vi ho fin qui fatta di non dirvi uno se¬ greto, voi in dispregio mio e contra ogni mia voglia lo volete a ogni modo intendere. Ma io faccio adesso voto a Dio e in nome suo vi giuro, per lo battesimo che ho in capo e in fede di vero prencipe, che se mai di quanto vi dirò al presente voi né in parole né in iscritto né in cenni a persona che se sia ne farete motto, che io senza pietà vi segherò di mia mano le canne de la gola. E tenetevi questa cosa bene a mente, ché per Dio ! altra morte non farete già mai che di mano mia. — La duchessa, acciecata dal disordinato appetito di saper il se¬ greto, senza pensarvi più sopra, vi si accordò; onde allora il duca tutta l'istoria di Carlo Valdrio e de la dama del Verziero le narrò. La famiglia Valdria è in Borgogna molto antica e di gran nobiltà e possede molte castella; ma Adriano Valdrio padre di Carlo dissipò quasi tutti li beni, eccetto uno castelletto che rimase a Carlo. Ora la scelerata duchessa, udendo si alta novella, mostrò avere la cosa molto cara; ma di gelosia e sdegno nel suo core ardendo, celava la sua fiera passione per téma del duca. Avenne indi a pochi giorni che il duca fece bandire una solennissima festa, a la quale fece invitare tutte le dame e gen¬ tildonne de la contrada, volendo per otto di tener corte ban¬ dita. Cosi molte dame e damiselle vi vennero, e tra Tal tre la dama del Verziero. Danzandosi uno di e essendo molte dame attorno a la duchessa a sedere, ella, piena di pessimo animo e di mal talento contra Carlo, veggendo la incomparabile e me¬ ravigliosa bellezza de la dama del Verziero, cominciò parlare con quelle dame di amore, de le quali ciascuna diceva il suo