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IL BANDELLO

al signor conte

lorenzo strozzi


Essendo voi ambasciatore del signor duca Alfonso di Ferrara in Milano appresso al duca Massimigliano Sforza, di questo nome primo, solevate assai sovente ritrovarvi in compagnia a casa del signor Alessandro Bentivoglio vostro zio, ove io altresi’ il piú de le volte era. Quivi sempre si ragionava di varie cose, ma per lo piú piacevoli e da tener lieta la brigata, essendo il signor Alessandro di natura sua lieto e festevole, e che la perdita del dominio paterno molto costantemente sopportava. Ora, stando noi di brigata un di, sovravenne il signor Azzo Vesconte, il quale, come fu giunto, disse: — Signori miei, io vi reco una gran nuova; non so mò se cosí parrá a voi. Un mio parente del sangue nostro Vesconte ha sposato la figliuola d’un beccaio, con dodici mila scudi di dote numerati a la mano, tutti in oro. Io era invitato a le nozze e non ci sono voluto andare; e venendo in qua e passando da San Giacomo, ho veduto suo suocero, che con la guarnaccia indosso bianca, come è costume dei nostri beccari, svenava un vitello, essendo insanguinato fin al cubito. Non vi par egli gran nuova che un gentiluomo, e de la casa Vesconte, abbia voluto imparentarsi con uno che faccia il macello? Io per me non mi vi so accordare, e se simi] femina avessi per moglie, mi parria che sempre putisse di beccaio, e credo che mai non osarei alzar il capo. — Ridemmo tutti del faceto detto del signor Azzo, quando messer Pietro Crescente, astrologo del nostro signor Alessandro, disse: — Signor Azzo, cotesto vostro parente, certo, se volete dir il