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114 PARTE QUARTA prese licenza dal signor marchese di narrare a questo propo¬ sito una novella in Lamagna avenuta. E pregato dal signor marchese che la dicesse, senza aspettare altro invito, la istoria narrò. Io poi, tornato a casa, quella scrissi e aggiunsi al nu¬ mero de le altre mie novelle. Ora volendola, per piacere a molti amici miei, mandare fora, ho deliberato che questa col nome vostro in fronte esca in publico e resti eterno testimonio a li presenti e a chi verrà dopo noi de la nostra mutua benevo¬ lenza. Onde ve la mando, e vi prego accettarla con quella uma¬ nità che in tutte le azioni vostre usate. State sano. NOVELLA IV (V) Arnolfo duca di Gheldria dal proprio figliuolo è privato del dominio e posto in prigione. Dapoi, essendo restituito nel ducato, priva il figliuolo de la eredità, e da' gantesi esso ribaldo figliuolo è vituperosamente morto. L’aviso de la morte di quello povero vecchio in’induce a pensare che la madre di quello bestiale figliuolo debbia avere ingannato il marito e che egli del seme de l’ucciso vecchio non nascesse già mai, tanto, eccellentìssimo signor marchese, mi pare strano e fore di ogni naturale instinto che il figliuolo debbia incrudelire contra il proprio padre. Tuttavia non essendo costui da Sermedo il primo che si abbia bruttate le mani ne lo sangue paterno, e avendo Seiimo del mille cinquecento dodici fatto avvelenare Baiazete suo padre per farsi imperadore di Costantinopoli, non potendo aspettare la morte naturale di quello, che pur era vecchio; e molto innanzi a lui, avendo Fresco da Este, per farsi signore di Ferrara, con le proprie mani stran¬ golato Azzone suo padre, marchese di Ferrara, mi fa stare sospeso. Né so imaginarmi come simile ferina e barbara cru¬ deltà da uno figliuolo si possa nel proprio padre perpetrare. E ancora che paia senza dubbio tra tutte le nazioni barbare e infideli, che non vogliono conoscere Cristo, atto nefandissimo questo enorme vizio di battere non che ammazzare li suoi parenti, molto più mi fo io a credere che sia degno di vie maggiore biasimo e eterna infamia quando tra persone cristiane si vede