Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, III.djvu/456

NOVELLA XLIV 453 foce in Turino, trovò che ci erano molte carra per entrar dentro, le quali impedivano ed occupavano il camino de l’entrata e uscita a chi era a cavallo. La duchessa, che era su una bellissima carretta per uscire e andar a diporto fuori de la città, ché era di state dopo cena, fu astretta a fermarsi quivi dentro, fin che le carra fossero entrate. La peregrina con la sua compagnia, per esser a piedi, entrò di leggero, e fatta certa quella che in carretta aspettava esser la duchessa cotanto celebrata, se le pose per iscontro, essendo essa duchessa su la porta de la carretta. Quivi cominciò la peregrina molto intenta e fisamente a contemplar la bella duchessa e ben considerarla di parte in parte con giudizioso occhio, e parendole in effetto la più bella e vaga donna che mai veduta avesse, giudicò la fama esser assai minore del vero e che tanta beltà e grazia quanta in quella vedeva, più tosto si poteva ammirare che altrui dire. Onde quasi fuor di se stessa rapita, disse assai alto in lingua spagnuola: — O signore Dio, questa è pure la più bella ed aggraziata donna che veder si possa. E che figliuoli farebbe ella, se mio fratello si congiungesse con lei ! Certamente angeli ne nascerebbero. — Era in quei tempi don Giovanni uno dei più belli cavalieri che si trovassero. La duchessa che benissimo intese il parlar spagnuolo, che apparato aveva fino da che era in Inghilterra, chiamato un suo staffiero, gli ordinò che come da diporto ritornava, egli, osservando dove quella peregrina spagnuola albergasse, la conducesse poi al castello; il che fu diligentemente essequito. Mentre la duchessa s’andò dietro a le rive del Po diportandosi, mai non puoté rivolger l’animo a cosa veruna se non a le parole de la peregrina, e mille e mille pensieri sovra quelle facendo, mai non si seppe al vero apporre. Ritornata adunque in castello, trovò la peregrina che per commissione de lo staffiero l’attendeva, e seco era la sua compagnia. Cominciò la duchessa, tirata a parte la peregrina, a domandarle di qual provincia era di Spagna, di qual legnaggio e dove andava. Ella al tutto saggiamente rispose, e la cagione perché andava in peregrinaggio a Roma a la duchessa scoperse. Intendendo la duchessa la nobiltà de la peregrina, seco si scusò di non averla prima più onorata di