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NOVELLA XXXIII dietro ad alcuni altri cacciatori. Né guari si stette che cominciarono a sentir le grida dei compagni che trovato avevano il morto giovine tutto consumato; e verso quella parte andando, veduta la cagione de le grida, tutti restarono smarriti é pieni di compassione. Colui che l'omicidio-commesso aveva, fingendo d’esser più degli altri dolente, con aita d’alcuni portò il corpo del figliuolo a la madre. Di questo ella fece né più né meno come del primo fatto aveva. Ecco quanti mali procedono da un disordinato appetito. Ma non bastarono a la rea femina le morti del marito e dei dui figliuoli, ché alcuni altri fece uccidere. Era in casa un paggio il quale, o che s’accorgesse de la disonesta vita de la donna o de la morte dei dui figliuoli o pur d’alcuni altri servidori che erano stati morti, si lasciò uscir alcune parole di bocca, le quali da quel servidore udite che il secondo figliuolo aveva da la cima del colle gittato a basso, furono a la donna ed al Tolonio da lui referite. Il perché consegnatisi tra loro, deliberarono che il paggio non mangiasse più pane. Prese la cura il Tolonio di far seguir l’effetto conforme al loro malvagio volere. Né troppo indugio diede al fatto, ma parlato a Gioan Tros che aveva il signor di Cabrio marito de la malvagia femina ammazzato, gli comandò che per ogni modo il povero paggio uccidesse quanto più tosto avesse la comodità; il che da l’omicidiario fu in breve fatto. E cosi il povero paggio mandato da la donna non so dove, passando per certo boschetto, fu da Gioan Tros come un semplice agnello svenato. Desiderava molto madama di Cabrio aver per marito il suo adultero, ed egli altresi volentieri averebbe sposata lei, sapendo che oltra la buona dote ella era piena di danari; ma al commune desiderio di tutti dui ostava che il Tolonio aveva per moglie la figliuola d'un Giovanni Turlaire che stava a Hie- ras, donna da bene e d’ottimi costumi ornata, da la quale già n’aveva figliuoli. E’ non è molto che un suo figliuolo fu a Bassens nel vostro castello, madama illustrissima, quivi capitato in compagnia d’un profumiero italiano. Ora dopo molti ragionamenti fatti tra loro, deliberando il Tolonio esser in sceleratezze eguale a la sua adultera, conchiuse con lei di levarsi la buona moglie